A fare la differenza, sono forse stati i tabulati telefonici da cui erano emersi almeno 8-10 contatti tra il giovane e la donna prima del contestato tentativo di stupro. Di certo il ragazzo, un 28enne nigeriano bloccato a Bagnacavallo la notte del 2 ottobre scorso con le accuse di violenza sessuale e lesioni personali aggravate, ieri mattina al termine del rito abbreviato è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. La stessa procura del resto ne aveva chiesto l’assoluzione così come l’avvocato difensore Matteo Olivieri. Il gip Corrado Schiaretti ha anche disposto la trasmissione degli...

A fare la differenza, sono forse stati i tabulati telefonici da cui erano emersi almeno 8-10 contatti tra il giovane e la donna prima del contestato tentativo di stupro. Di certo il ragazzo, un 28enne nigeriano bloccato a Bagnacavallo la notte del 2 ottobre scorso con le accuse di violenza sessuale e lesioni personali aggravate, ieri mattina al termine del rito abbreviato è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. La stessa procura del resto ne aveva chiesto l’assoluzione così come l’avvocato difensore Matteo Olivieri. Il gip Corrado Schiaretti ha anche disposto la trasmissione degli atti per valutare l’ipotesi di calunnia nei confronti della connazionale 25enne che con le sue accuse aveva fatto arrestare il giovane per i lamentati palpeggiamenti e lesioni per una prognosi di sei giorni. Il 28enne aveva riportato egual prognosi, sostenendo di essere stato in realtà lui la parte passiva della colluttazione a causa dei colpi alle braccia dati dalla 25enne con una scopa.

I carabinieri giunti verso le 23.30 all’abitazione dove si trovava la 25enne nuda e in lacrime, lo avevano arrestato in quella che sembrava essere stata un’evidente violenza (tanto che le indagini erano state chiuse con un giudizio immediato). Secondo quanto aveva riferito la ragazza, tutto era cominciato quando era stata fatta scendere alla stazione di Bagnacavallo perché senza biglietto. E lì aveva casualmente incontrato quel 28enne il quale, in cambio di 50 euro, si era offerto di ospitarla a casa. Ma una volta in camera, lui – a detta della 25enne – aveva forzato la porta per cercare di stuprarla. Ma lei, grazie anche all’arrivo di un coinquilino, era riuscita a reagire colpendo il 28enne con una scopa.

L’indagato aveva raccontato tutt’altra storia. Lui era andato a Ravenna e aveva perso il treno per il ritorno: bighellonando per circa un’ora, aveva incrociato un connazionale il quale gli aveva consigliato una prostituta, la 25enne appunto, che gli sarebbe costata 80 euro. Ed è qui che si giunge ai tabulati: grazie alle successive telefonate, il 28enne aveva organizzato un incontro a casa sua, dove la ragazza l’aveva raggiunto arrivando in treno. All’arrivo però, aveva realizzato che lei non era all’altezza delle descrizioni fornite, e così le aveva proposto di prendere 50 euro per andarsene via. Mossa che aveva scatenato l’ira della giovane col conseguente parapiglia. Lo stesso gip Andrea Galanti, pur a suo tempo convalidando l’arresto, aveva espresso dubbi sulla versione della 25enne definita “non del tutto plausibile”; in particolare aveva puntato il dito sul traffico telefonico: perché se fosse emerso, come accaduto, che il 28enne aveva contattato la 25enne prima del loro incontro, ecco che la versione di lei sarebbe stata messa a dura prova. Tra le altre cose messe in rilievo dalla difesa, figurano annotazioni relative a un centro di accoglienza per richiedenti asilo dalle quali si evincono comportamenti non consoni e riottosi da parte della 25enne.

Andrea Colombari