Ortazzo e Ortazzino Il racconto di Mercatali: "Nel 2001 dissi di no a un ’villaggio green’"

L’ex sindaco e senatore ricorda il confronto con la proprietà: "Il mio obiettivo era far diventare l’area proprietà comunale, avrebbe un’importanza simile al riconoscimento Unesco".

Ortazzo e Ortazzino  Il racconto di Mercatali:  "Nel 2001 dissi di no  a un ’villaggio green’"

Ortazzo e Ortazzino Il racconto di Mercatali: "Nel 2001 dissi di no a un ’villaggio green’"

di Carlo Raggi

"Fine anni 90, contatti fra Immobiliare Lido di Classe e Mercatali": è bastato un appunto, di cui si era persa memoria, trovato nell’archivio redazionale, per provare a gettare luce su un periodo, a cavallo dei due secoli, rimasto finora completamente inesplorato, nella lunga e complessa storia dell’Ortazzo e dell’Ortazzino e dei rapporti fra proprietà dei 480 ettari con vincoli naturalistici e ambientali e Amministrazione comunale.

Finora avevamo ricostruito la vicenda dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, a partire dall’accordo fra la giunta Benelli e la Immobiliare che le permetteva di costruire un enorme villaggio turistico alla foce del Bevano con annesso porto, per arrivare allo stop della magistratura, all’annullamento di quell’accordo da parte della giunta Canosani, alle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato (fu la giunta di Giordano Angelini, a metà degli anni 80 a resistere in appello), ai vincoli ambientali, infine ai primi contatti, senza risultato, fra la giunta guidata da Dragoni e la Immobiliare.

Possibile, ci si chiedeva, che i contatti fossero finiti lì e per quasi trent’anni siano rimasti congelati? Ed ecco saltar fuori quel foglietto con l’appunto (riservato): come sciogliere l’interrogativo se non chiedendo lumi allo stesso Vidmer Mercatali che fu sindaco di Ravenna dal ‘97 al 2006 (poi senatore)?

Mercatali, sta seguendo l’evolversi della storia dell’Ortazzo?

"Naturalmente e proprio perché la conosco bene fin alla sua origine, mi sembra che certi interventi siano decisamente fuori dal seminato, nel senso che, come ha scritto il Carlino, è nei documenti l’impossibilità assoluta di costruire lì. Punto, fine della storia".

Decisamente molti non hanno memoria di quel lontano passato… a proposito, la proprietà dell’area cercò contatti con lei quando era sindaco?

"Certo, fu al mio secondo mandato, nel 2001. Incontrai Sandro Parnasi, un gran gentiluomo, un signore, un immobiliarista fra i più potenti dell’epoca. Lui venne e ripropose il discorso del villaggio, molto green, casette autonome… indubbiamente era un imprenditore con vedute ampie… ma io lo stoppai subito, ‘No, non si torna indietro, lì non si costruisce nulla".

E Parnasi come reagì?

"Gli feci presente su quale binario poteva andare avanti un discorso fra noi e lui. Pensi che ci siamo visti più volte, anche a Roma…"

Cosa propose lei?

"Vede, io accettai di incontrare Sandro Parnasi con un obiettivo ben preciso, vale a dire portare a casa l’Ortazzo e Ortazzino, farlo diventare patrimonio pubblico, demanio comunale. Far diventare di proprietà comunale quell’area sarebbe stata e sarebbe ora e domani, la conclusione più bella possibile di questa lunga storia e avrebbe un’importanza pari al riconoscimento Unesco per i beni culturali. Guardi che si parla di un sito naturalistico unico in Europa!"

D’accordo… ma lei cosa propose a Parnasi?

"Ah sì, scusi… La premessa era zero mattoni, le alternative erano due: o una transazione economica fra noi e loro con la nomina di esperti che fissassero il valore e poi ne avremmo discusso, oppure l’adozione del meccanismo della cintura verde della città. Nel senso che lui cedeva Ortazzo e Ortazzino e noi in cambio offrivamo un’area edificabile ove previsto dal Prg".

E Parnasi?

"Beh lui era innamorato dell’area della caserma di via Bixio e lo disse e io gli risposi che occorreva stare con i piedi a terra, che non c’era proporzione… e forse anche lui se ne rese conto. Poi subentrò il figlio, Luca e lui ricominciò d’accapo, villaggio green e io di rimando lo salutai. Riprese i contatti, ci furono incontri, si ragionò sulle nostre proposte. Arrivammo alla fine del mio mandato, nel 2007 e passai le consegne al mio successore".

Da allora si arriva quindi a oggi e senza risultato?

"Sì, tenga presente che Luca Parnasi è poi finito nei guai per il nuovo stadio della Roma. Quando il Comune riuscirà a portare a casa quell’area sarà festa grande per la città e finalmente si potrà cominciare a progettare la conservazione e valorizzazione ambientale di quel patrimonio".