Parco Marittimo. Stradelli off-limits, scattano i divieti. Il test vero in estate

A Marina di Ravenna e Punta Marina divieto di transito e sosta. Tanti dubbi anche sull’utilità del senso unico in viale delle Nazioni.

Parco Marittimo. Stradelli off-limits, scattano i divieti. Il test vero in estate

A Marina di Ravenna e Punta Marina divieto di transito e sosta. Tanti dubbi anche sull’utilità del senso unico in viale delle Nazioni.

‘Parco Marittimo, area demaniale. Divieto di transito e sosta ad eccezione degli autorizzati. Per i trasgressori, sanzione da 206 euro’: a ogni ingresso degli stradelli per gli stabilimenti balneari il cartello di divieto di circolazione e sosta, in vigore da ieri, ne comunica la motivazione: tutta la pineta del litorale è ‘Riserva naturale’. E se la scorsa estate lungo viale delle Nazioni fra Marina e l’ex Colonia gli accessi ai bagni erano ancora un cantiere aperto e verso Punta Marina c’erano solo labili tracce, dall’autunno a oggi i lavori sono praticamente conclusi lungo tutti gli otto chilometri da Marina a Punta e il mosaico del ‘Parco Marittimo’ può dirsi completato. Con piccole eccezioni: riguardano qualche stradello, in cui si sta costruendo un particolare accesso su passerella in legno e soprattutto il tratto della pista ciclo-pedonale retrodunale nell’area delle Terme e nel tratto interessato dal cantiere per l’approdo a terra del rigassificatore. E con questo quadro sarà proprio l’imminente estate il ‘momento della verità’, in cui si valuterà l’impatto di questo grande progetto che, e questo uno degli argomenti principali, ha anche cancellato un migliaio di posti auto ‘comodi’ per i clienti dei bagni. Un quadro cui va aggiunta la novità del senso unico su viale delle Nazioni dal 10 giugno, contro cui è partita in questi giorni una raccolta di firme.

Un primo assaggio dell’impatto era atteso per ieri, ma le nuvole e le fredde raffiche di vento hanno fermato molti (e per oggi le previsioni non sono migliori). D’altra parte gli stabilimenti balneari aperti sono pochi e naturalmente solo per l’aperitivo e il pranzo, dato che la spiaggia ha ancora tutte le caratteristiche invernali, duna di protezione compresa. A mezzogiorno comunque il traffico verso Marina si è intensificato e ci siamo messi in fila per tratteggiare quello che si proporrà come scenario di qui a non molte settimane. E già in via Trieste, alla rotonda del parcheggio scambiatore (dove ieri c’erano tre camper) l’occhio critico si fissa sulle novità destinate probabilmente a protrarsi: i posti auto sono drasticamente ridotti perché diverse file sono state riservate al cantiere per la presa a terra della condotta del rigassificatore e altre file ancora sono occupate dai mezzi operativi. Se l’occupazione permarrà in estate potrebbe porsi un primo serio problema.

Anche perché di contro si allungano i tempi del preannunciato intervento di urbanizzazione a opera del gruppo immobiliare Ritmo, all’interno del quale è individuata la predisposizione di una mega-parcheggio adiacente e collegato a quello scambiatore. E ancora sorge spontaneo chiedersi perché in questo parcheggio organizzato da anni manchi ombra, perché non siano stati piantati alberi a rapido sviluppo così da trasformare l’area in un bosco a beneficio di auto e di chi attende il Navetto. Quei (pochi) alberi esistenti sono rachitici. Giunti sul lungomare gran parte delle auto svoltano verso Marina, proprio quella manovra che dal 10 giugno non sarà più possibile perché la corsia di destra, libera dal traffico, sarà riservata al procedere celere del Navetto. La strada per raggiungere gli stabilimenti, quindi, si allungherà di parecchio e ci sarà sempre il rischio di non trovare stalli liberi lungo viale delle Nazioni in prossimità del bagno preferito: il senso unico, insomma, non servirà solo a un servizio più efficiente per il bus, ma servirà anche a indurre molti a fermarsi subito allo scambiatore.

Verso Marina la strada è un percorso di guerra, le auto avanzano a slalom fra i dossi dell’asfalto provocati dalle radici dei pini. Qualche auto imbocca gli stradelli nonostante il divieto di accesso, ma è la fine di marzo e nessuno sorveglia. Da altri stradelli qualche auto è in uscita: o il piccolo parcheggio interno è pieno o l’automobilista ha compreso di essere fuori legge. Ma la soluzione è lì a pochi metri: sul lato destro di viale delle Nazioni tutti o quasi gli stalli sono liberi e oltretutto ancora gratuiti. Ma non sarà così fra due mesi. Per gli altri, sosta sotto il solleone dello scambiatore o, per chi punta a certi bagni verso il centro, parcheggio nelle strade interne di Marina. Dove peraltro già gli abitanti la scorsa estate si sono lamentati. "Ho parcheggiato l’auto in una strada di Marina e andiamo al bagno a pranzo in bici", spiegano Rodolfo ed Egle, una coppia ravennate sui sessant’anni; a due passi è la motosilurante 472 su cui si mise in salvo Benedetto Croce: dopo la denuncia di un anno fa su queste colonne è stata restaurata e riverniciata. A metà pomeriggio la gente già rientra, lungo viale delle Nazioni; anche nei prossimi mesi estivi questa sarà l’unica direzione consentita. Proseguendo per Punta Marina, lungo viale Colombo il cantiere fra via delle Americhe e via delle Sirti è stato ridotto, il semaforo (c’era il senso unico alternato) è stato tolto venerdì sera e così è tornato il doppio senso di circolazione. Resta chiusa via delle Americhe per il cantiere per il gasdotto.

Carlo Raggi