Pesta la moglie in casa. E il figlio chiama i carabinieri

I due sono sposati da 36 anni: sull’uomo è ora scattato il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri

Pesta la moglie in casa. E il figlio chiama i carabinieri

Sul posto, giovedì 4 dicembre, sono intervenuti i carabinieri del Radiomobile (foto di repertorio)

Il gioco, l’alcol e ancora le forti preoccupazioni per la crisi dell’attività di famiglia. Una miscela esplosiva che - secondo l’accusa - il 4 dicembre scorso era deflagrata in un pestaggio domestico. A chiamare il 112, era stato il figlio 17enne della coppia il quale, di ritorno da scuola, aveva trovato la madre ancora dolorante per le percosse appena patite dal marito. L’uomo però si era già allontanato all’arrivo dei carabinieri del Radiomobile: e così in prima battuta era stato denunciato a piede libero. Ora però su di lui è piombata una misura restrittiva a firma del gip Andrea Galanti: non potrà avvicinarsi a meno di 500 metri alla donna, con cui è sposato da ben 36 anni, e non potrà comunicare con lei in alcun modo. La consorte e il figlio 17enne sono comunque entrambi ospiti ora di una struttura protetta messa a disposizione da Linea rosa. L’indagato - un ultrasessantenne di origine straniera difeso dall’avvocato Giovanni Battista Emaldi - ieri mattina in tribunale davanti al gip, nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Secondo quanto sin qui ricostruito dalla procura, il litigio tra lui e la donna si era innescato attorno alle 13 dalle difficoltà economiche che più di recente lo avevano trascinato tra le braccia di gioco e alcol. Ed proprio il rifiuto di lei a dargli altri soldi, ad averlo spinto ad alzare le mani: non a caso la donna, poi accompagnata in pronto soccorso, era stata dimessa con una prognosi iniziale di 45 giorni. Una volta sentita a verbale dai militari, lei aveva riferito di violenze domestiche che andavano avanti da circa 10 anni, anche se all’inizio in modo sporadico. E nella lista ci aveva infilato botte su tutto il corpo, atti di strangolamento e soffocamento oltre a insulti di varia natura.

Fino appunto all’episodio del 4 dicembre quando lui l’aveva aggredita con spinte e tirate per i capelli fino ad arrivare a darle calci e pugni quando lei era ormai a terra. Una violenza che, come le volte precedenti, era avvenuta tra le mura domestiche senza testimoni (anche se i figli talvolta avevano visto) nel contesto di una situazione che si era fatta più incandescente da quando nel 2016 i due avevano deciso di intraprendere un’attività commerciale.

Andrea Colombari