Artista, pittore e ceramista, da anni spazia fra vari linguaggi, dalla scultura alle installazioni al neon. Ha lavorato su tematiche legate alla storia collettiva e alla contingenza, dalla Shoah ai migranti, toccando sfumature esistenziali affidate ai versi di grandi scrittori del Novecento, come Vittorio Sereni, Antonia Pozzi, Primo Levi, e anche ai racconti di Liliana Segre. Stiamo parlando di Fabrizio Dusi il visual artist milanese, che ha scelto Bagnacavallo per presentare il suo nuovo...

Artista, pittore e ceramista, da anni spazia fra vari linguaggi, dalla scultura alle installazioni al neon. Ha lavorato su tematiche legate alla storia collettiva e alla contingenza, dalla Shoah ai migranti, toccando sfumature esistenziali affidate ai versi di grandi scrittori del Novecento, come Vittorio Sereni, Antonia Pozzi, Primo Levi, e anche ai racconti di Liliana Segre. Stiamo parlando di Fabrizio Dusi il visual artist milanese, che ha scelto Bagnacavallo per presentare il suo nuovo progetto artistico maturato nei mesi più bui della pandemia. Da domani e fino al 15 novembre, presso il Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo (in via Vittorio Veneto), sarà possibile ammirare la mostra - presentata ieri mattina alla presenza, oltre che dell’artista, dei curatori Diego Galizzi (direttore del museo) e Chiara Gatti, del sindaco Eleonora Proni e dell’assessore alla Cultura, Monica Poletti - dal titolo ‘Insieme al mondo, piangere, ridere, vivere’. Esposizione, ad ingresso gratuito e con accessi contingentati ed obbligo di indossare la mascherina, visibile il martedì e mercoledì dalle 15 alle 18, il giovedì (10-12 e 15-18) e venerdì, sabato e domenica (10-12 e 15-19).

"Nei mesi scorsi – osserva Diego Galizzi – abbiamo assistito al moltiplicarsi di manifestazioni artistiche che hanno voluto raccontare questo nostro tempo per mezzo di instant images con figure di ogni genere protette, o per alcuni costrette, dalla mascherina, vera e propria immagine iconica dell’emergenza sanitaria. Eppure l’arte non può limitarsi a questo, all’artista noi chiediamo di cogliere segnali, di annusare l’aria, di andare oltre la narrazione, perché l’artista ha una responsabilità enorme, deve offrire prospettiva, visione, consapevolezza, speranza. Per questo siamo orgogliosi di ospitare proprio qui a Bagnacavallo il progetto di Fabrizio Dusi, che riflette sulla tragedia della pandemia mettendoci in guardia sul fatto che l’emergenza è sì sanitaria, ma anche di tenuta sociale".

Gli fa eco Chiara Gatti: "Colpisce la capacità di Fabrizio Dusi nel piegare una tecnica tradizionale come quella della ceramica verso un linguaggio contemporaneo, aggiornando stili e temi". Oltre ad un nucleo importante di lavori recenti e appositamente realizzati per l’occasione, Dusi portà a Bagnacavallo alcune installazioni site specific, tra le quali spicca la monumentale scritta al neon che già da qualche giorno illumina la facciata del Palazzo Comunale di Bagnacavallo e che dà anche il titolo all’intero evento.

Luigi Scardovi