Pinacoteca, inaugurata la nuova sala del Novecento

Riaprono, completamente rinnovate, le sale dedicate alla pittura di quel secolo e alla collezione Bianchedi Bettoli – Vallunga. Opere di De Chirico, Carrà, Morandi.

Pinacoteca, inaugurata la nuova sala del Novecento

Le sale rinnovate

Giorgio De Chirico, Carlo Carrà, Alberto Savinio, Mario Sironi, Giorgio Morandi, Felice Casorati: sono alcuni degli autori delle tele che popolano la rinnovata sala del Novecento della Pinacoteca comunale di Faenza, che dal 2011 è la nuova casa dei dipinti della collezione privata che Augusto Vallunga lasciò in eredità per via testamentaria all’istituzione manfreda fondata nel 1797.

La donazione fu perfezionata dalla vedova Vallunga, Maria Grazia Bianchedi Bettoli, nel 2011, un anno dopo la morte del marito. Si tratta di quarantacinque opere che abbracciano con le loro forme tutto il Novecento italiano, e che ora è possibile apprezzare insieme a dipinti già appartenenti alle collezioni contemporanee della Pinacoteca, in primis la Natura morta con rose di Giorgio Morandi, opera completata esattamente ottant’anni fa, nel 1943. A lungo, complici anche gli interventi di ristrutturazione della Pinacoteca, le opere sono rimaste lontane dagli occhi del pubblico: il nuovo allestimento, reso possibile grazie a un contributo della Regione Emilia Romagna e del Gruppo Bucci Industries, vede i quadri succedersi l’uno all’altro su uno sfondo di colore blu, illuminati da faretti a led di ultima generazione.

"Una tecnologia che consentirà di apprezzare le opere in tutte le loro sfumature, senza sottoporre le tele allo stress termico tipico invece delle luci di fatture precedenti", ha spiegato la direttrice scientifica della Pinacoteca Roberta Bartoli. All’inaugurazione della sala dedicata al Novecento e alla collezione Vallunga era presente anche l’assessore alla Cultura dell’Emilia Romagna Mauro Felicori.

La Pinacoteca è infatti il più antico museo della regione, avendo visto la luce nel 1797, appena qualche anno prima di quella che era allora la quadreria dell’Accademia di Belle Arti di Bologna (poi diventata Pinacoteca di Bologna), nei primissimi anni dell’Ottocento. Il contesto storico è lo stesso: le città, venute in possesso durante l’era napoleonica dei conventi e delle collezioni ecclesiastiche, si trovavano nella necessità di luoghi in cui finalmente esporre l’eredità dei precedenti secoli di storia dell’arte. Il sindaco Massimo Isola ha evidenziato come la donazione Bianchedi Bettoli-Vallunga sia stata "un gesto straordinario per la città Faenza, che ci ha arricchito di capolavori i quali ora trovano adeguata esposizione nelle sale loro dedicate, anche grazie a un sistema di illuminazione all’avanguardia.

Insieme a quelle opere i visitatori potranno inoltre ammirarne altre di primissimo piano della nostra raccolta storica, da tempo tenute nei depositi e adesso di nuovo visibili".

Filippo Donati