Stanno per nascere le prime tartarughe ‘romagnole’: uova sorvegliate giorno e notte. Video

Mai prima una ‘Caretta Caretta’ aveva scelto le nostre spiagge. Quelle di Milano Marittima sono 91, verranno instradate verso il mare. Mobilitato un esercito di 140 volontari

Milano Marittima (Ravenna), 17 agosto 2023 – Ogni estate ha il suo tormentone, la sua spiaggia cult: quella del 2023, a Milano Marittima, è la spiaggia libera dove si è in attesa della schiusa del primo nido di tartaruga marina in Emilia Romagna. Mai in passato la specie Caretta caretta aveva deposto qui le sue uova (video).

Primo nido di tartaruga marina a Milano Marittina
Primo nido di tartaruga marina a Milano Marittina

Le alte temperature hanno accelerato i tempi: la schiusa dovrebbe avere luogo fra il 18 e il 23 agosto. Il punto di monitoraggio allestito a fianco al nido dai biologi del Centro sperimentale di tutela degli habitat, sulla spiaggia libera vicina alla Colonia Varese, è da giorni assediato dalla curiosità di chi si trova casualmente ad attraversare questo tratto di spiaggia, o di chi è arrivato qui seguendo il passaparola.

Non accorgersi del nido, benché sia posto nella sabbia mezzo metro sotto la superficie, è impossibile: gli esperti del Cestha lo hanno infatti delimitato con una rete volta a proteggerlo, poi con un corridoio interno progettato per indirizzare le piccole tartarughe verso il mare, una volta che saranno nate, e con un secondo corridoio esterno per isolarle dalla luce esterna in arrivo da Milano Marittima, facendo in modo che il riflesso del mare sia l’unico ad attirarle.

A fianco del nido sono stati posti una telecamera pronta a lanciare un segnale quando la schiusa avrà inizio, e una postazione dove un gruppo di volontari, formati ad hoc dai biologi, si alterna 24 ore su 24, con turni di cinque ore di giorno e otto di notte. Sono in tutto 140, adulti, pensionati ma anche giovanissimi: persone che hanno messo a disposizione parte della loro estate, dicendo sì al termine della serata di divulgazione organizzata in giugno dalla Turtles of the Adriatic Organization – onlus con sede a Lido di Spina – e dal Cestha.

“Siamo noi a rispondere alle domande di chi arriva qui", spiegano Carlo Mascellani e Arianna Stevanato. Le domande poste loro vanno dalle più elementari – "quante tartarughe nasceranno" – a quelle più tecniche. "Il nido contiene esattamente 91 uova, contate una a una dal momento che originariamente era posto troppo vicino alla battigia, a rischio mareggiata, e quindi si decise di spostarlo più indietro, in un punto di spiaggia libera", spiega Carlo ad alcuni turisti. "Molto probabilmente le tartarughe nasceranno al crepuscolo, e a causa delle alte temperature dovrebbero essere in maggioranza femmine". C’è anche chi viene qui ormai tutti i giorni, come confida Maria Rita Gudenzi, "nella speranza di assistere alla schiusa".

L’afflusso di curiosi accalcati sulle spiaggia ricorda altri eventi entrati nella storia della Romagna, come l’approdo di Alain Delon a Rimini, arrivato per le riprese de ‘L’ultima notte di quiete’.

La mamma-tartaruga era probabilmente alla sua prima deposizione: “Appariva piuttosto giovane”, racconta Linda Albonetti, biologa marina presente al presidio, “avendo una lunghezza del carapace di poco inferiore ai 70 centimetri; non aveva alcun bracciale di monitoraggio, e doveva avere circa 25 anni”.

Nel corso della sua lunga vita – le tartarughe marine arrivano anche a cento anni – potrebbe tornare qui, e forse faranno lo stesso le tartarughe che presto vedranno la luce. La nascita è sempre un momento critico, durante il quale alcuni esemplari, debilitati, possono faticare ad arrivare al mare. "Questo è forse uno degli interrogativi che più ci vengono posti. Vogliamo rassicurare tutti: le piccole tartarughe che incontreranno difficoltà verranno con noi al centro di recupero", prosegue Linda Albonetti. "Poi, dopo un periodo in quella che potremmo chiamare un’incubatrice, verranno rilasciate in mare, come facciamo per tutte le tartarughe che curiamo".