Tino Dalla Valle, il ricordo. Nasceva un secolo fa

Giornalista e scrittore, fu il primo capocronista del Carlino Ravenna. Autore di vari libri, la sua opera più celebre resta ‘La Romagna dei nomi’.

Tino Dalla Valle, il ricordo. Nasceva un secolo fa
Tino Dalla Valle, il ricordo. Nasceva un secolo fa

Il 2024 si è affacciato per tutti nel davanzale della vita, nella speranza, e noi ce lo auguriamo, che possa seppellire tutto il male che ci ha riservato l’anno che è passato e ci porti frutti di pace e di serena convivenza. Nel 2024 molti potrebbero essere gli anniversari da considerare, tra vicende storiche, scoperte importanti della scienza e della tecnica, e ricorrenze riguardanti personaggi che hanno lasciato una traccia importante. Fra questi vorrei parlare dell’amico e compaesano Tino Dalla Valle, nato esattamente un secolo fa, nel 1924 e che ha fatto la spola tra S. Pietro in Vincoli, abitando nella Villa Jole, Ravenna e Milano.

Lo ricordo con le parole che Sauro Mattarelli suo amico di una vita, ha usato nel libro “Passioni e ideali – Ricordando personaggi delle ‘Ville Unite’”, pubblicato l’anno scorso da Longo Editore. Sauro scrive di Dalla Valle: "Era un giornalista e scrittore noto perché aveva guidato per anni la redazione ravennate del “Resto del Carlino”, dopo aver scelto di lasciar perdere l’insegnamento di discipline giuridiche all’istituto “Ginanni”. Ma quel volersi calare fra la sua gente forse derivava dal fatto che viveva soprattutto a Milano, chiamato da lavoro e affari". La forte fede mazziniana lo aveva portato a condividere amici come Aurelio Orioli che viveva a Parigi e per decenni aveva custodito la tomba di Piero Gobetti, sepolto nel cimitero di Père Lachaise. Va ricordato soprattutto che Della Valle, assieme a Vittorio Emiliani, negli anni Ottanta direttore del quotidiano, “Il Messaggero”, diede vita a “Ravenna una capitale”, un volume ricco di illustrazioni e di notizie sulla storia della nostra città. Non mancano altri pregevoli volumi su Ravenna e sulle storie di Romagna, supplementi al quotidiano “Il Messaggero” e studi sul Risorgimento.

In “I giorni rossi”, ha rievocato la “Settimana rossa” del giugno 1914 di Antonio Beltramelli. Ma l’opera più significativa è senz’altro, “La Romagna dei nomi”: un volume uscito per i tipi del Girasole per la prima volta nel 1984, con successive nuove edizioni rivedute ed ampliate grazie a nuovi materiali. L’ultima edizione è uscita nel 2005, un anno dopo la sua scomparsa. Come dicevo, sono stato amico di Tino Dalla Valle, e lo ritengo una fortuna, perché certi personaggi hanno lasciato negli animi dei romagnoli, non solo ravennati e nel mio, una grande ricchezza di cultura e di umanità.

Nevio Spadoni