Un affare di cuore: "Prevenire è cruciale. Anche per le donne serve attenzione"

Andrea Rubboli, direttore dell’Unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Ravenna: " Uno studio sull’andamento dell’endocardite dal 2010 al 2020 mostra che i nuovi casi in 10 anni sono triplicati" .

Un affare di cuore: "Prevenire è cruciale. Anche per le donne serve attenzione"

Il primario Rubboli (Corelli)

Andrea Rubboli, direttore dell’Unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Ravenna, fa il punto sull’attività del suo reparto, specchio delle condizioni di salute del cuore sul territorio ravennate.

Dottor Rubboli, quali sono le patologie cardiologiche più diffuse nel Ravennate?

"La prima malattia è quella coronarica, l’infarto miocardico, ma anche forme analoghe come l’angina. L’altra molto rilevante è la stenosi aortica, cioè il restringimento della valvola aortica, una patologia tipica dell’invecchiamento e il Ravennate e il Lughese sono aree con l’età media più avanzata in Romagna".

Quali altre patologie sono diffuse?

"Qui è diventata importante anche l’endocardite infettiva, un’infezione sopratutto delle valvole cardiache. Anche questa è legata all’invecchiamento e alla fragilità dei pazienti e si tratta soprattutto chirurgicamente. L’altra grande problematica è legata allo scompenso cardiaco che richiede spesso ricoveri e determina un grande carico assistenziale tanto per gli ospedali che per il territorio"

Sono aumentate queste patologie rispetto agli anni scorsi?

"La malattia coronarica è stabile perché legata alle nostre abitudini di vita. Sono aumentate la stenosi aortica e lo scompenso. Un piccolo studio sull’andamento dell’endocardite dal 2010 al 2020 mostra che i nuovi casi in 10 anni sono triplicati".

Si tende a pensare che l’infarto colpisca più gli uomini delle donne. È così?

"Storicamente gli uomini sono i più colpiti. Le donne sono meno soggette almeno fino all’età della menopausa perché gli ormoni sono una sorta di protezione. Molti uomini, in passato soprattutto, fino ai 50, 60 anni, si dedicavano ad attività fisiche pesanti, erano fumatori, prestavano meno attenzione a regole di vita salutari. Queste diverse circostanze hanno portato a una maggiore presenza dell’infarto negli uomini".

I sintomi sono gli stessi negli uomini e nelle donne?

"Sono un po’ diversi, nella donna non è frequente il tipico dolore al petto , spesso irradiato fino alla mandibila. Anzi il dolore nelle donne può presentarsi in altre posizioni, non al centro del petto e la diversità di sintomatologia porta al fatto che spesso arrivino un po’ tardi alla nostra osservazione. Le altre patologie cardiache invece non presentano differenze. Negli ultimi 15 anni si è posto sempre più l’accento sulla medicina di genere e sulla cardiologia di genere. Esiste in cardiologia la Sindrome di Yentl, prende il nome dal film omonimo con Barbra Streisand".

In cosa consiste questa sindrome?

"In ambito cardiologico indica una sottostima o poca chiarezza sui meccanismi e sulle patologie cardiache nelle donne. Nel film la Streisand interpreta una donna ebrea che si traveste da uomo per poter accedere a una serie di ambiti solo maschili". Come è organizzata a Ravenna la prevenzione in ambito cardiologico?

"Ce n’è una secondaria, dedicata a chi ha già problemi cardiologici, quindi i pazienti, che vengono seguiti anche dopo le dimissioni secondo una precisa procedura".

Invece la prevenzione primaria?

"Intanto ci confrontiamo periodicamente con i medici di medicina generale. Poi vengono organizzati eventi per la popolazione: nella settimana di San Valentino in determinate fasce orarie i cittadini possono telefonare e parlare con un cardiologo. Da tre anni poi organizziamo una giornata in piazza Kennedy dove le persone possono sottoporsi al controllo di colesterolo, pressione e girovita, noi dopo diamo loro una stima del rischio cardiovascolare".

La carenza di personale riguarda tutti i reparti dell’Ospedale, anche Cardiologia. Com’è la situazione al momento?

"Abbiamo un medico in meno perché una collega è in gravidanza. Siamo 22, me compreso. A Lugo e a Faenza c’è ancora qualche criticità legata alla carenza di organico. Le graduatorie a cui attingere i cardiologi non ci sono, è difficile trovarli".

Questo ha compromesso la vostra attività negli ultimi anni?

"No, anzi. Rispetto al 2019, l’anno pre Covid, l’attività ambulatoriale della Cardiologia di Ravenna è aumentata dell’8,8%, nonostante l’organico sia rimasto lo stesso e abbia subito riduzioni temporanee come quella attuale. Stiamo cercando di ottenere figure non mediche, tecnici che sono in grado, con la supervisione medica, di eseguire pratiche come ad esempio ecocardiogrammi. In questo modo potremmo efficentare ulteriormente la nostra attività".

Annamaria Corrado