Voglia di rilancio per il Borgo San Rocco

Il quartiere in cerca di identità: il recupero dell’ex macello si è arenato nel 2008. In stallo pure lo spazio della demolita Casa Zavaglia

Voglia di rilancio per il Borgo San Rocco

L’ex macello è chiuso dal 1987. Un progetto voleva farne un birrificio

Il Borgo San Rocco nasce a ridosso del centro storico di Ravenna a partire dall’11° secolo e si espande verso Sud fino allo scolo Lama delimitato dai Quartieri Stadio e Cesarea mescolando pertanto, antico e moderno in un unico territorio, purtroppo con svariate problematiche sparse per il quartiere. Ben visibile è il degrado dell’ ex Macello Comunale, costruito nel 1897 da Costantino Pirotti con decorazioni in marmo bianco di Attilio Maltoni, che occupa un’area di 500 mq. E’stato parzialmente danneggiato nel 1944 ed è chiuso ormai dal 1987; è entrato a far parte dell’archeologia industriale della città. Il progetto del 2008 che prevedeva il recupero del sito come birrificio, ostello e uffici da parte di un imprenditore locale purtroppo non ha visto la luce e la struttura si presenta sempre più fatiscente nel mezzo di un area densamente abitata. Migliore è la situazione all’ex Molino Lovatelli, nei pressi di Porta San Mama.

La costruzione originale è del 1237 ma è stato quasi interamente ricostruito nel 1772 ed ha cessato la sua originale funzione con il tombamento del canale proveniente dal fiume Montone. E’ stato così trasformato in pileria del riso, fabbrica di mostarda, laboratorio per bibite gasate e infine in autorimessa prima di un lungo periodo di abbandono. Ristrutturato recentemente, al momento ospita una mostra d’arte, ma non ha ancora ritrovato un proprio utilizzo definitivo, così nella parte retrostante che si affaccia sul largo orto Siboni, alcune strutture stanno cedendo e l’area è caratterizzata da erbe infestanti.

Ancora inutilizzato resta lo spazio della demolita Casa Zavaglia in via Ravegnana, nel tratto tra via Fiume Avisio e via Lolli. I lavori erano iniziati nel 2009, nel 2019 sono proseguiti fino alla parziale demolizione del magazzino attiguo alla sede dell’omonima ditta edile ma seppur nel pieno di un’area residenziale la situazione rimane in stallo. Altri elementi negativi del borgo San Rocco li troviamo in alcune aree verdi. In via San Mama, nel seminascosto Parco Quadrifoglio i giochi sono stati quasi tutti eliminati e non sostituiti, il tavolo sotto al gazebo è privo di seduta, la fontana estetica centrale è stata tolta e gli arredi in pietra decorati a mosaico stanno deteriorando. Nel vicino stradello di collegamento tra via San Mama e via Lametta, anche il Giardino Ilaria Alpi è ormai privo di giochi per bambini, così come nell’area verde in via Bassano del Grappa dove resta un solitario cavallino a dondolo. Ci spostiamo a poca distanza dal parco parlando del Centro Commerciale Gallery. Realizzato nel 1984 è stato ristrutturato nel 2016 ma in caso di pioggia sono già ben visibili delle infiltrazioni di acqua all’interno della galleria. Nella piazza La Malfa su cui si affaccia il centro commerciale, la grande fontana ristrutturata nel 2011 sta perdendo la decorazione in mosaico mentre la fontanella posizionata all’angolo opposto, non è funzionante.

Fra le altre problematiche, dalla piazza passando davanti alla scuola elementare Muratori, si raggiunge via Ravegnana attraverso via Doberdò strada purtroppo completamente deteriorata dalle radici dei pini sia nella sede stradale che nelle aree laterali destinate a parcheggio inoltre, in piazza Magnani, parte storica del borgo, un settore del parcheggio che occupa l’area dello scomparso lavatoio, è stato organizzato come punto di raccolta di rifiuti e questo crea spesso cattivi odori. Poco distante una peculiarità del borgo era il campanile animato della chiesa ottocentesca di San Rocco. Il meccanismo venne inaugurato nel 2006 e per tre volte al giorno ricordava la vita del santo patrono nutrito da un cane abbinato ad un testo raccontato da un narratore con accompagnamento musicale, una storia che, da tempo, non viene più riproposta.

Marco Beneventi