Case di pregio, auto di lusso e basso reddito dichiarato: scoperto giro di false fatture legate a cosca calabrese

Frode fiscale, sequestrati 2,5 milioni di euro: i carabinieri e la Guardia di Finanza di Reggio Emilia hanno eseguito sei perquisizioni e notificato quindici avvisi di garanzia

Una casa lussuosa in una foto d'archivio

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Reggio Emilia, 21 marzo 2024 - Hanno acquistato una casa di pregio ed erano in possesso di numerose auto costose e di grossa cilindrata senza però che apparentemente potessero permetterselo.

Da qui sono scattati i controlli nei confronti di una famiglia da parte del Nucleo investigativo dei carabinieri e del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che hanno dato il via all'attività di indagine Chrysalis.

E’ emerso un giro di fatture false emesse tra il 2016 e il 2019 per un totale di 10 milioni, messe a disposizione di "clienti" per evadere l'Iva e realizzare frodi fiscali per 2,5 milioni di profitti illeciti.

Le indagini hanno permesso di accertare "la costituzione di società cartiere, intestate fittiziamente a soggetti prestanome, ma di fatto gestite da un uomo di origine calabrese, vicino alla criminalità organizzata della “Cosca Emiliana”, che hanno emesso tra il 2016 e il 2019 fatture per operazioni inesistenti per circa dieci milioni di euro”.

Tali società, secondo quanto appurato dalle indagini – ricevevano giornalmente numerosi bonifici, che venivano prelevati in contanti da vari uffici postali per essere poi restituiti a chi aveva effettuato il bonifico stesso. 

A riscontro di questo stratagemma si era già proceduto “al sequestro dei contanti e del saldo presente sul conto corrente di due società, ritenute essere delle cartiere, per un totale complessivo di 69.926,33 euro. L’attività di indagine ha così permesso di accertare la sussistenza di sei società cartiere, che apparentemente si occupavano di lavori edili, di meccanica e commercio di autovetture”.

L'operazione di indagine è stata denominata Chrysalis
L'operazione di indagine è stata denominata Chrysalis

Le società, in realtà, “erano state costituite al solo scopo di emettere fatture per operazioni oggettivamente inesistenti, al fine di consentire ai beneficiari l’evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva. Nei confronti di cinque società e di 15 persone risultati essere, nel tempo, loro rappresentanti legali e/o amministratori, dislocate nelle province di Reggio Emilia e Parma, sono stati emessi un decreto di sequestro preventivo e un decreto di perquisizione locale e personale”.

Al termine delle attività d’indagine è stato appurato che due tra le società interessate hanno utilizzato, nelle rispettive dichiarazioni annuali ai fini dell’Iva e delle imposte dirette, fatture per operazioni inesistenti ricevute dalle società cartiere per oltre dieci milioni di euro, mentre ulteriori tre società hanno omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi, procurandosi un profitto illecito totale quantificato in circa due milioni e mezzo di euro.

Contestualmente all'esecuzione del decreto di sequestro sono state eseguite 6 perquisizioni locali e personali nei confronti dei destinatari del provvedimento. Nel corso delle operazioni si è provveduto a notificare, nei confronti di tutti i 15 indagati, un'informazione di garanzia.

"La  capillare presenza sul territorio dell'Arma, la conoscenza diretta delle dinamiche di una comunità e la penetrazione informativa dei carabinieri hanno consentito di approfondire, di concerto con la GdF, un nucleo familiare il cui tenore di vita si era modificato con l'acquisto di autovetture di grossa cilindrata e una casa di lusso, disvelando la sussistenza di società cartiere, costituite al solo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti per consentire ai beneficiari l'evasione delle imposte e dell'Iva", spiega il comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Emilia, colonnello Andrea Milani.

"Sebbene non vengano cristallizzate evidenze tali da contestare modalità mafiose nel provvedimento di oggi - aggiunge - tuttavia sono emerse ancora una volta modalità di condotta criminale di non poca rilevanza attraverso un meccanismo ampiamente utilizzato anche dalla criminalità organizzata attiva su Reggio Emilia, emerso in varie inchieste giudiziarie, 'Aemilia' tra tutte, al fine di permeare il tessuto economico-sociale reggiano", aggiunge.