Chiude la Bottega del Biscotto: "Il centro non è più attrattivo"

Reggio Emilia, storico negozio a due passi da piazza San Prospero, Rita Paglia: "Ho sacrificato tutto per questo mestiere Ma tra il Covid, la guerra e il supermercato aperto qui vicino è un disastro. E ora cerco lavoro".

Rita Paglia porta avanti dal 2012 la Bottega del Biscotto in via Franzoni, a due passi da piazza San Prospero

Rita Paglia porta avanti dal 2012 la Bottega del Biscotto in via Franzoni, a due passi da piazza San Prospero

Reggio Emilia, 3 aprile 2024 – Uno dopo l’altro, i clienti si fermano, leggono increduli il grande cartello appeso fuori che dà la notizia di una ‘Vendita straordinaria’, poi entrano in negozio per capire se è vero che la Bottega del biscotto di via Franzoni, a due passi da piazza San Prospero, nel cuore del centro storico di Reggio Emilia e punto di riferimento per tantissimi residenti, chiuderà i battenti a giugno.

È proprio così e lo racconta a malincuore Rita Paglia, che ha dedicato buona parte della sua vita a questo posto e che con tanti di quei clienti affezionati ha anche un rapporto di amicizia. "Devo chiudere. Il perché? Basta guardare il nostro centro storico, non è più attrattivo. Ci si sente abbandonati – spiega Paglia, mentre ripensa all’inizio della sua attività . Ho aperto il negozio qui nel 2012, allora era tutta un’altra storia. Il centro era pieno di gente e di vita, ricordo che il sabato avevo 10 persone in fila, in attesa del proprio turno. La sera ero distrutta per la stanchezza, ma felice, soddisfatta, appagata. C’erano clienti che venivano apposta da me per il pane. Poi, dal 2015-2016, è cominciato il calo ed è andata sempre peggiorando. Già si partiva da una situazione iniziale in cui avevano decentrato buona parte dei servizi e degli uffici, portandoli altrove e privando così le attività di una larghissima parte di clienti, poi è arrivata la crisi, in seguito il Covid, che ha dato un bel colpo di grazia, e dopo ancora l’inflazione, la guerra, con i costi lievitati".

Paglia fa notare che "una famiglia con un’attività come questa non potrebbe sopravvivere. Io sto da sola e per questo mi sono potuta permettere di andare avanti finché ne ho avuto la forza. Anno dopo anno mi dicevo ‘teniamo botta, passerà’, invece non passava mai. Anzi. Da quattro anni circa alla fine del mese vado in pari. Non ne vale più la pena".

Oltre a ciò, “l’apertura del supermercato qui in centro (via Emilia San Pietro) di certo non ha aiutato una piccola attività come questa – sottolinea Paglia –. Anche se comprendo bene che la gente punti al risparmio in un momento così difficile. Poi, il mercato settimanale, che secondo molti ha perso in qualità, i frequentatori sono diminuiti, e poi non lo organizzano più in piazza San Prospero".

Il centro è cambiato: "Continuano ad aprire locali. Va benissimo che la sera sia frequentato, ma così di giorno il centro muore. Cosa stiamo qua a fare, noi? Avevo tante famiglie che venivano, prima. Sono favorevole alla ztl ma allo stesso tempo va pensato un modo per dare la possibilità di continuare a venire in centro. In tante città ci sono parcheggi sotterranei, qui niente. E finisce che si scelga di rinunciare alla passeggiata in centro". Rita, che ha anche dovuto sopportare due furti negli ultimi anni, ha sacrificato tutto per portare avanti la sua Bottega del biscotto: "Da 12 anni e mezzo, ogni mattina alle 5.30-5.40 sono dietro al bancone, i fornitori arrivano poco dopo. Alle 7.30 apro. Una volta tenevo aperto anche dopo pranzo, poi però col passare del tempo c’erano dei pomeriggi in cui non facevo nemmeno uno scontrino e così ho iniziato a chiudere attorno alle 13".

Per questo mestiere, ha sacrificato la sua vita, "più di un terzo della mia vita, ad essere precisi", specifica. Oggi Rita ha 45 anni e si rimette a cercare lavoro: "Da piccola, ho frequentato le magistrali e mi sono innamorata della scuola grazie a un professore, Remo Chiari, di cui purtroppo poi non ho più avuto notizie. Prima non mi piaceva studiare, ma questo professore mi ha cambiato la vita. Dopo, ho lavorato come commessa e nel 2012 è capitata l’occasione di prendere questo negozio. Sono andata avanti finché sono riuscita, ma negli ultimi anni è stata veramente dura. A gennaio dell’anno scorso, ho deciso. Sono tornata a casa dopo una giornata in cui avevo avuto pochissimi clienti e ho detto: ‘Chiudo l’attività’. E ho iniziato a respirare. Segno che quel pensiero mi stava facendo bene". E ora si ricomincia. "Sto mandando curricula in giro. Il mio sogno? Lavorare a contatto con i libri".

Intanto, Rita ha dato il via alla vendita straordinaria, sia in negozio che tramite Instagram (basta cercare ‘Bottegadelbiscotto’).