Diffamazione del sindaco di Bibbiano: chiusa indagine anche per Di Maio

L’ex leader del Md5s aveva postato frasi sull’inchiesta Angeli e Demoni che Carletti ha denunciato come offensive. Ci sono anche altri 47 indagati per lo stesso reato

L'ex leader M5s Luigi di Maio e il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti

L'ex leader M5s Luigi di Maio e il sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

Reggio Emilia, 22 febbraio 2024 – Luigi Di Maio è indagato per diffamazione sul caso Bibbiano assieme ad altre 47 persone. L’ex leader del Movimento 5 stelle ha ricevuto nelle scorse ore un avviso di fine indagine per diffamazione. L’inchiesta è stata chiusa dalla procura di Reggio – sostituto procuratore Valentina Salvi – a seguito di diverse querele presentate dal sindaco di Bibbiano Andrea Carletti, tramite il suo avvocato Giovanni Tarquini. Oltre a Di Maio ci sono altri 47 indagati nello stesso filone nato dalle denunce del primo cittadino su numerosi post ritenuti minacciosi e diffamatori pubblicati sui social network. Carletti era finito ai domiciliari a giugno 2019, poi fu liberato e attualmente è a processo per abuso di ufficio nel dibattimento ‘Angeli e demoni’, proprio sui presunti affidi illeciti in Val d’Enza. L’inchiesta per diffamazione, dunque, viaggia parallela al processo principale sugli affidi, che vede come rappresentante dell’accusa lo stesso sostituto procuratore, Valentina Salvi.

Carletti però a settembre 2019 aveva presentato almeno cinque querele segnalando 147 fra post e mail dal contenuto ritenuto offensivo o minatorio nei suoi confronti. Il primo tra i denunciati fu proprio Luigi Di Maio, che a metà luglio 2019, prima della crisi di governo e del patto coi dem, scrisse tra l’altro sulla sua pagina Facebook: "Col Pd non voglio avere niente a che fare. Col partito che fa parte dello scandalo di Bibbiano, con i bambini tolti ai genitori e addirittura sottoposti a elettroshock e mandati a altre famiglie, con il sindaco Pd che è coinvolto in questo, non voglio avere niente a che fare”. Nel post era presente anche una foto del sindaco Carletti. Sotto a quel post furono molti i commenti, alcuni finiti nella querela del sindaco.

“Andrea Carletti subì minacce pesantissime: si faceva riferimento a gravissime ripercussioni nei suoi confronti e della sua famiglia – spiega l’avvocato Tarquini –. Tante delle minacce segnalate erano contenute nei commenti sotto al post di Di Maio, che a nostro avviso ha generato la scia di odio e di diffamazione”.

Altri dei 48 indagati furono coloro che parteciparono, nel 2020, alla manifestazione proprio a Bibbiano con un finto ’esorcista’ davanti al municipio. “Purtroppo – chiosa il legale – gli avvisi di fine indagine arrivano a quasi cinque anni di distanza dalle denunce. E il reato di diffamazione, salvo sospensioni, si prescrive dopo sei anni. Ma questo è già per noi un grandissimo segnale”.