Ladri al Palazzo dei Musei di Reggio Emilia: sottratti otto reperti della Collezione Chierici

All’interno della struttura non c’è videosorveglianza. Indagini in corso

La Galleria Chierici e le vetrine dell’800

La Galleria Chierici e le vetrine dell’800

Reggio Emilia, 9 luglio 2023 – Non sarà certo il famigerato capodoglio, un po’ troppo vistoso per svignarsela camuffati, ma chi giovedì ha svaligiato una vetrina della Galleria Chierici al Palazzo dei Musei, sapeva bene con cosa riempirsi le tasche.

Otto reperti scientifici del grande collezionista paletnologo ottocentesco, sono scomparsi nel nulla. Ad accorgersene sono stati gli stessi dipendenti dei Musei civici, all’orario di chiusura, che hanno notato una vetrina vuota in quella grande wunderkammer che affascina i bambini reggiani da sempre. E ora che ormai il furto è consumato, si apre un’altra ferita nel cuore del nostro petit-louvre: l’assenza totale di un sistema di videosorveglianza all’interno del palazzo. Una mancanza che lascia stupefatti, soprattutto dopo la grande opera di restauro dei Musei civici appena conclusa e firmata dall’archistar Italo Rota.

In queste ore gli esperti archeologi e gli storici dei Musei civici stanno completando l’inventario di ciò che è scomparso, per poi presentare denuncia. Ma da una prima analisi sembrerebbe che non si tratti di reperti con un chiaro valore commerciale, semmai altamente scientifico. Ecco perché è da escludere che si tratti di un Lupin qualsiasi, ma piuttosto di un appassionato di archeologia e paletnologia, capace di individuare quale amigdala sottrarre e quale ignorare. L’alternativa è che si sia trattato di una curiosa bravata. L’unica certezza è che il tutto sarebbe accaduto durante i normali orari d’apertura, che per il giovedì si limitano alle tre ore tra le 10 e le 13. D’altronde, forzare una delle vetrine dell’Ottocento non è un’operazione complessa. La dirigente dei servizi culturali dei Musei, Valentina Galloni, ha prontamente informato anche la Soprintendenza e ha richiesto un intervento immediato per dotare il palazzo di un adeguato sistema di videosorveglianza.

Il caso delle telecamere assenti ricorda per molti versi ciò che accadde nel 2014 alla vicina Galleria Parmeggiani (anch’essa senza occhi elettronici), dove sparirono una placca in oro con smalti, una fistola in argento dorato, un medaglione d’oro a forma di quadrifoglio, un medaglione circolare e un frammento di cintura in rame dorato. Uno di quei reperti fu poi ritrovato a casa di un quarantenne reggiano, che fu denunciato per ricettazione. Ma nulla si sa degli altri reperti, di sicuro valore artistico.