Pugnali e asce di 5.400 anni fa: ecco la refurtiva del Lupin dei Musei civici

Il Comune di Reggio Emilia: “Gli oggetti vengono richiesti per mostre di rilievo internazionale, anche da istituzioni estere: sono stati selezionati con cura”

ascia similaun

ascia similaun

Reggio Emilia, 10 luglio 2023 – Nella teca numero 100 del Museo Gaetano Chierici di Paletnologia c’erano reperti che risalgono a 5.400 anni fa. È stato completato in queste ore l’inventario degli oggetti rubati giovedì scorso dai Musei civici reggiani.

Un colpo che ha fatto discutere, sia per la sicura accortezza da collezionista nello scegliere la refurtiva (che non ha valore commerciale ma altamente scientifico), sia per l’assenza totale della videosorveglianza dal palazzo appena ristrutturato. La teca, fanno sapere dal Comune, presentava una scalfittura nel legno sotto al coperchio, un piccolo segno di effrazione, visibile solo a una osservazione dettagliata. Un lavoro certosino quindi, non frutto di un impeto o di una bravata improvvisata. Il coperchio, che era stato chiuso con apposite viti, si poteva sollevare facilmente e le viti non c’erano più.

Dall’ulteriore controllo, si è accertata la mancanza di otto reperti, come anticipato dal Carlino, provenienti dalla necropoli eneolitica di Remedello Sotto (Brescia) di epoca compresa tra i 5400 e i 4500 anni fa.

Si tratta di oggetti di piccole o piccolissime dimensioni, di lunghezza massima non superiore agli 11,95 centimetri e minima di 3,52 centimetri; di larghezza tra i 2 e i 5 centimetri; lo spessore è di qualche millimetro fino a un massimo di 1,75 centimetri. Cose, insomma, facilmente camuffabili in tasca o in una borsetta.

Si tratta di quattro pugnali in selce, un pugnaletto con codolo distinto in selce, una cuspide di freccia in selce, un’ascia in rame tipo Similaun e un’ascia in pietra verde cupo.

Gli oggetti asportati sono stati individuati e selezionati in base al loro valore scientifico, ne è assolutamente convinta la dirigente dei Servizi culturali e direttrice dei Musei Civici Valentina Galloni; della sottrazione è stata informata la Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e delle province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

Il valore economico degli oggetti sottratti è modico, stimabile in qualche centinaio di euro. Il valore storico e scientifico invece è rilevante, al punto che gli oggetti vengono richiesti per mostre di rilievo internazionale, anche da istituzioni estere. Tale rilievo storico-scientifico è noto a tutta la comunità scientifica di riferimento. Al momento non si hanno sospetti sull’autore della sottrazione.