Nandino e Nazzarena, uniti fino all’ultimo

Lei colpita da un ictus, lui si sente male mentre le tiene la mano. Inseparabili, hanno trascorso 70 anni insieme. Il figlio: "Vivevano in perfetta simbiosi"

Nandino e Nazzarena, uniti fino all'ultimo istante

Nandino e Nazzarena, uniti fino all'ultimo istante

Reggio Emilia, 21 dicembre 2023 – Insieme per settant’anni in vita, se ne sono andati insieme, uniti anche nel momento del decesso. A pochissimi giorni di distanza sono deceduti Nazzarena Branchini e il marito Nandino Gozzi. Lei aveva 94 anni, lui 93. A gennaio avrebbero dovuto festeggiare i 65 anni di matrimonio. A cui aggiungere pure altri 4 o 5 anni di fidanzamento. Nandino e Nazzarena avevano sempre vissuto insieme. Negli ultimi mesi, per problemi a muoversi in modo autonomo, erano ospitati alla casa protetta di Guastalla, la cittadina dove abitavano. Anche alla casa di riposo erano rimasti a vivere insieme.

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Nazzarena, il primo dicembre, è stata colpita da un malore improvviso, un ictus molto grave. Nandino gli è sempre rimasto vicino. "Proprio mentre le teneva la mano, al suo capezzale – racconta il figlio Giorgio – mio padre è stato colpito pure lui da ictus. È stato subito ricoverato in ospedale, in condizioni molto gravi". Poche ore dopo il cuore di Nazzarena si è fermato.

E il 12 dicembre sono stati officiati i funerali, nel duomo guastallese. Nandino, ricoverato in gravi condizioni, non ha saputo nulla della scomparsa della compagna di una vita. Ma pure lui, pochi giorni dopo, ha cessato di vivere. E stamattina si svolgono i funerali – affidati all’agenzia Bernardelli – partendo alle 9.45 dalla camera mortuaria dell’ospedale guastallese per il Duomo. Eventuali offerte, così come era stato disposto per la moglie, possono essere destinate alla Croce rossa locale. Nandino (detto Nando) e Nazzarena si erano conosciuti in una delle tante feste da ballo che venivano organizzate in paese. "Da quel giorno avevano vissuto sempre insieme – confida il figlio Giorgio, con la moglie Maria e la figlia Giulia – in perfetta simbiosi. Dove andava uno andava l’altra… Questo non vuol dire che non litigassero. Anzi… Ma era un rapporto di confronto, di affetto e amore, di enorme rispetto reciproco. Sono rimasti insieme fino all’ultimo. E insieme se ne sono andati. Non credo che sarebbero stati capaci di poter sopravvivere uno senza l’altra".

Nandino aveva lavorato in agricoltura per decenni. Poi si era dedicato al giardinaggio: era davvero un "mago" nella cura delle piante, sistemando e potando siepi, rivitalizzando piante e fiori anche attraverso innesti di sua ideazione, capaci di dare risultati perfetti. Era appassionato di natura, di fiori, amante dell’ambiente. Veniva chiamato anche fuori territorio per lavori di giardinaggio. E al suo fianco, per settant’anni, c’è sempre stata la compagna di una vita, Nazzarena. "Con bontà e semplicità d’animo dedicò la sua esistenza al lavoro e all’amore della famiglia", recita la frase che accompagna la foto del necrologio.