Clara De Angelis: “Il mio design per case preziose ma non costose”

Dopo un’esperienza in pubblicità a Milano, ha voluto investire qui "Cosa rende unico il mio spazio? Il cr ocevia di artigiani, lo sviluppo del pezzo unico ma accessibile a tutti"

Clara De Angelis, 44 anni, ha studiato al Liceo Classico e poi a Unimore
Clara De Angelis, 44 anni, ha studiato al Liceo Classico e poi a Unimore

Reggio Emilia, 6 novembre 2023 – Mentre la conosciamo, prende corpo in noi una sensazione: non potremmo immaginare Clara De Angelis in nessun altro posto che nel ‘My Love Loft’, spazio creativo multiverso in via Statuto, estensione strutturale della personalità di questa giovane donna che vuole donare un luogo di risposte al cliente desideroso di bellezza. Di casa.

"C’è un mondo da appassionare tramite i mestieri antichi", afferma Clara (San Candido, 44 anni), ed è qui che lei vuole arrivare, convergendo questo mondo fra queste accoglienti pareti. Dove si creano spazi tramite l’esclusivo utilizzo dell’artigianato e dell’arte e che si presta a ospitare appuntamenti di varia natura, come il dibattito culturale di domani, alle 19, con Francesco Fantuzzi.

Qual è la sua formazione?

"Ho fatto il Liceo Classico con il desiderio di frequentare l’artistico. Ringraziando per la base strutturale e culturale ricevuta, ho cercato subito il percorso che più mi appartenesse e l’ho trovato in un diploma di Laurea in Comunicazione e Design. Proprio qui, dove ho deciso di trasferirmi. La scelta dello stage è caduta su Milano in un’agenzia di pubblicità enorme per una ventenne. Mi era rimasta impressa Reggio Emilia, una città dove poter costruire la mia attività in uno spazio ancora molto vuoto e quindi accogliente, e così dopo sei anni di carriera pubblicitaria, ho deciso di tornare a costruire qui le mie idee e la mia famiglia. In un ambiente che ritenevo verde e più simile alle mie origini. Provengo infatti da un piccolo paese del Cadore".

Se dovesse introdurre il suo spazio a una platea di addetti ai lavori?

"Direi che il Loft è un grande contenitore di simili intenti, di artigiani che insieme possano svolgere e insegnare il proprio mestiere antico. Da far riscoprire, da condividere con altri simili e svolgere fuori dagli spazi intimi e nascosti di casa. Il Loft è uno studio di design d’interni artigiano. Dove accolgo artigiani e artisti affinché svolgano il loro lavoro in un’organizzazione di coworking e possano insegnarlo a terzi".

Viceversa, a semplici curiosi?

"Passate a trovarmi, tra salotto e aperitivo o una buona tisana calda, vi racconto del mio Loft. È un luogo di pace, ricco di belle energie che si intrecciano magicamente, dove si sviluppa una sinergia tra persone, progettualità, scambi, mostre, arte, produzione di pezzi unici, eventi culturali e laboratori di arte e di artigianato".

Quali aspetti rendono My Love Loft unico?

"Il crocevia di artisti e artigiani, di comuni intenti e collaborativi nello sviluppo della progettualità. Lo sviluppo del pezzo unico tramite l’ upcycling . La resa del Design accessibile".

Quali sono le tre fondamentali vocazioni che vorrebbe porre in luce?

"Lo sviluppo dell’imprenditoria femminile sviluppata sia in questo primo spazio campione, sia in altri di auspicata apertura. La riscoperta dei mestieri antichi e creare uno spazio di lavoro che sia luogo comune e condiviso. E non nego, lasciare un’impronta e una struttura ai miei figli e ai giovani che ‘adotto’ e avvicino al Loft".

In che modo dà visibilità agli artigiani?

"Creando opportunità e convogliando la richiesta del cliente in un unico luogo".

La gente tende a confondere interior design con ‘molto costoso’.

"Sono venuta via da Milano, dove la proposta del design restringe il target a pochi eletti, con tanta proposta, ma cara e talvolta poco utile. La mia scelta di fare design è mirata a un publico misto e ampio: lì risiede la mia progettualità, il design utile tramite una proposta sostenibile ed ecosostenibile. Il mio intento è costruire case ‘preziose’ non costose".

La sua ambizione numero uno?

"Crescere il mio progetto in altre città tramite l’artigianato locale. Dar voce ai giovani, al momento persi in attività di basso sviluppo intellettivo, dando loro chance di imparare e sviluppare idee, arte e passioni".

A Reggio mancava un posto del genere?

"In ogni città manca un posto del genere se ci pensiamo bene".

I pezzi che vediamo esposti li ha cercati lei in giro per l’Italia?

"La ricerca si sviluppa sulla città e per la città, e tramite le mie creazioni e i manufatti vari che ricerco tra persone affini e volenterose di fare il proprio mestiere".