Anziano morto solo: "Verità per Mario". Ma l’Rsa si difende: "Non è andata così"

Dopo la denuncia della famiglia del 91enne deceduto in ospedale ’La Marina’ replica: "Proveremo all’autorità giudiziaria che non c’è stato un errore di comunicazione da parte nostra" .

Anziano morto solo: "Verità per Mario". Ma l’Rsa si difende: "Non è andata così"

Anziano morto solo: "Verità per Mario". Ma l’Rsa si difende: "Non è andata così"

"Vogliamo la verità sulla morte di papà". Papà è Mario Zanoni, il 91enne deceduto all’ospedale Infermi lo scorso 15 gennaio. E la richiesta di "verità" è quella che arriva dalla figlia Cristina, ora che, a seguito della denuncia-querela presentata dalla donna il 23 gennaio ai carabinieri di Cesenatico, anche la macchina delle indagini inizierà a muovere i propri ingranaggi per compiere le verifiche necessarie a comprendere quale cortocircuito comunicativo, almeno presunto, non abbia funzionato nel triangolo di interlocutori: figlia di Mario Zanoni, la casa di riposo ’La Marina’, dove il 91enne era ricoverato, e l’ospedale Infermi di Rimini, dove Zanoni è poi morto a poche ore dal ricovero il 15 gennaio.

Mentre però la posizione della famiglia della vittima, che sostiene di aver avuto comunicazione dalla casa di riposo di Bellaria-Igea Marina solo otto giorni più tardi, è messa nero su bianco nel testo della querela, la casa di riposo ’La Marina’ non ci sta e si affida agli avvocati Gianni e Alessandro Frisoni. È attraverso loro che su quanto accaduto a Mario Zanoni i legali rappresentanti della casa di riposo scandiscono che: "La reale dinamica dei fatti è ben altra. È emersa una situazione totalmente differente da quella denunciata dalla controparte, che quindi non corrisponde minimamente con quanto è accaduto" al 91enne ospite della struttura dal marzo 2021. ’La Marina’, sempre attraverso i propri avvocati, passa quindi al contrattacco e sostiene ancora che "quanto è successo, così come raccontato dal denunciante (la figlia di Mario Zanoni, ndr) non è veritiero". Ad avvallare la propria versione dei fatti, nonché la bontà dell’operato, la casa di riposo di Bellaria-Igea Marina si è già messa in moto per sottoporre quelli che ritiene "importanti elementi probatori a favore" de ’La Marina’, che "forniremo immediamente all’autorità giudiziaria, riservando, di contro, ogni azione legale a tutela della casa di riposo", concludono gli avvocati Frisoni.

A districare i fili di una comunicazione che, all’evidenza, non ha funzionato, dovrà pensarci infatti la Procura di Rimini, alla quale spetteranno verifiche anche su presunti errori di comunicazione che potrebbero essere avvenuti anche tra il nosocomio in cui Mario Zanoni è deceduto e la casa di riposo da cui proveniva. La salma del 91enne d’altronde si trova ancora all’obitorio dell’Infermi, da dove sarà trasferita per la successiva tumulazione solo dopo che la Procura lo avrà ritenuto possibile.

Un tornado di accertamenti all’orizzonte, che si aggiunge a quelli sanitari che già l’Ausl Romagna sta portando avanti da mesi tra le mura della casa di riposo ’La Marina’. Terminerà infatti solo a fine marzo il monitoraggio dell’azienda sulla struttura, autorizzata ma non accreditata, a seguito di alcuni casi di scabbia acclarati tra gli ospiti della struttura. Casi che, però, non si sarebbero più registrati negli ultimi mesi né altre criticità sarebbero emerse dai sopralluoghi dei sanitari e tecnici dell’Ausl, i quali si sono comunque attivati nei mesi scorsi, con l’aiuto di un dermatologo, per formare il personale della struttura nel trattamento anche solo di casi sospetti della malattia per evitare il ripresentarsi di focolai.