Aumentano i diplomati: "Rimini non è più maglia nera in regione"

La percentuale di persone che hanno concluso gli studi è più alta sulla costa. L’assessore Magrini: "L’economia locale richiede figure sempre più qualificate".

Aumentano i diplomati: "Rimini non è più maglia nera in regione"

L’assessore alle Attività economiche del Comune di Rimini, Juri Magrini, motiva l’aumento dei diplomati e laureati con il cambiamento dell’economia locale,. non più incardinata soltanto sul turismo

Diplomati e laureati, la provincia di Rimini non è più il fanalino di coda della Regione. A fare luce su come si sta evolvendo la società legando questo aspetto al titolo di studio, è stata OpenPolis. Il titolo di studio oltre a essere un fattore determinante per chi lo ocnsegue, lo diventa anche per i figli. Infatti emerge che "oltre un terzo dei figli di non diplomati vive una condizione di deprivazione. Se il livello di istruzione di almeno un genitore è il diploma, la quota scende a uno su dieci. Se è la laurea, crolla al 3%". Nella nostra provincia la percentuale di diplomati o con qualifica professionale di età compresa tra 25 e 49 anni tende a essere più alta nei comuni della costa e abbassarsi nelle vallate. L’indice più alto lo ha Riccione con il 78,6%, mentre Rimini è pochi decimali più indietro a 78,1%. Fa meglio Misano dove si incontra un 78,3% di diplomati o con qualifica professionale. A Cattolica la percentuale si attesta al 76,8%, mentre Bellaria cede qualche punto percentuale arrivando a 72,7%. Il valore più basso lo si incontra a San Leo con un 64,7%, mentre in Valconca lo si trova a Gemmano, con un 66,8%. Non mancano le eccezioni con Pennabilli al 76,6%, Santarcangelo al 76%, San Giovanni in Marignano al 77,5%, Poggio Torriana al 73,6%, Mondaino al 75,5% e Casteldelci al 73,9%. La media nazionale è del 73,6%.

"Per lungo tempo la città e la provincia di Rimini si sono attestate ai fanalini di coda a livello regionale per quanto riguarda il bacino di diplomati e laureati: una circostanza inevitabilmente correlata anche al tipo di economia locale, incardinata per lo più sul turismo, che non richiedeva delle specifiche qualificazioni o attestati di studio – premette l’assessore Juri Magrini –. Nel corso del tempo, questo paradigma, tuttavia, si è evoluto, all’interno di un rinnovato modo di fare e concepire l’impresa che necessita sempre di più di personale specializzato per essere all’avanguardia e competitivo sul piano internazionale. E i numeri confermano la tendenza: un tempo Rimini si posizionava in basso alle classifiche sugli studi rispetto alle province della regione, oggi il trend si è invertito". Magrini evidenzia gli effetti del processo di innovazione e trasformazione. "Un cambiamento che vede protagoniste le nostre imprese grazie a un approccio orientato alla specializzazione e qualificazione dei professionisti, in quanto asset strategici per creare un’offerta contemporanea e realmente attrattiva agli occhi del mondo".

Andrea Oliva