"In balia di ubriachi e balordi Servono più adetti alla sicurezza"

Medici, infermieri e operatori socio-sanitari della provincia di Rimini sono vittime di aggressioni e minacce da parte di ubriachi, balordi e sbandati. L'Ausl Romagna ha richiesto un incontro urgente a Prefettura e Questura per affrontare l'emergenza. Soluzione: aumentare il personale di sicurezza negli ospedali.

"In balia di ubriachi e balordi  Servono più adetti alla sicurezza"
"In balia di ubriachi e balordi Servono più adetti alla sicurezza"

Notti in trincea. Assediati da un esercito di ubriachi, balordi, sbandati che non si fanno problemi a trasformare il ‘front-office’ dell’ospedale in un campo di battaglia, tra aggressioni e minacce. Medici, infermieri e operatori socio - sanitari della provincia di Rimini sanno già cosa li attende quando arriva l’estate. Da mesi stringono i denti, ma sono stanchi "di essere coperti di insulti" o di dover "prendere le botte mentre siamo al lavoro". Un grido d’allarme di fronte al quale l’Ausl Romagna non è rimasta sorda.

Un incontro per fare il punto sulle misure di sicurezza è stato richiesto con estrema urgenza a Prefettura e Questura. A inizio estate, su iniziativa del prefetto Rosa Maria Padovano, il posto di polizia del Pronto soccorso dell’Infermi è stato implementato con un agente in più, ampliando contemporaneamente la fascia oraria di presenza e i passaggi delle forze dell’ordine. L’emergenza tuttavia non può considerarsi affatto rientrata, come evidenzia da una delle operatrici in servizio nella nostra provincia.

"Tra il personale addetto ai pronto soccorso regna un grande senso di frustrazione e tanta rabbia per le continue aggressioni, sia fisiche che verbali – confida al ‘Carlino’ –. Il fatto è che siamo stanchi di dover tornare a casa con i lividi causati da qualche esagitato o con il morale a terra per via delle offese che ci sono piovute addosso. Durante l’estate, nella nostra provincia, specialmente a Rimini e Riccione, gli accessi al pronto soccorso aumentano in maniera esponenziale, con numeri non certo semplici da gestire. Questo per noi significa turni massacranti ma anche dover fare i conti con tantissime teste calde. Stranieri senza documenti, a volte anche minorenni. E poi tossicodipendenti, ubriachi, balordi di ogni tipo. Si comportano in maniera arrogante e aggressiva, specialmente nei confronti del personale femminile. I più esposti sono gli infermieri del triage e gli Oss della cosiddetta camera calda, ovvero coloro che in genere sono chiamati a gestire il primo impatto con il paziente. Non stupisce che, di fronte a tutte queste problematiche, sia sempre più difficile trovare personale disposto a lavorare nei pronto soccorso: a parte i veterani, che nel tempo sono in qualche modo riusciti a mettere su una specie di corazza, sono in tanti a resistere solo pochi mesi". Possibili soluzioni? Per la professionista sanitaria: "Occorre fare il possibile per accrescere il numero del personale di sicurezza in servizio negli ospedali. Una garanzia in più per noi operatori, ma anche per gli stessi pazienti".