La guerra dei polli: il comitato e il M5s in missione al ministero per fermare l’allevamento

Croatti: "Lo stabilimento deturperà la Valmarecchia portando smog e traffico" .

La guerra dei polli: il comitato e il M5s in missione al ministero per fermare l’allevamento
La guerra dei polli: il comitato e il M5s in missione al ministero per fermare l’allevamento

Dopo la ’missione’ al ministero dell’Ambiente, ecco quella al ministero dell’Agricoltura. Stesso obiettivo: evidenziare a Roma le criticità del nuovo maxi allevamento di polli della Fileni a Maiolo, che prevede 16 capannoni industriali. "Un progetto sbagliato per il territorio, dannoso, impattante", attacca Marco Croatti, senatore del M5s. Che l’altro ieri ha accompagnato i rappresentanti del comitato ’Per la Valmarecchia’, che si batte contro i polli, dal ministro Francesco Lollobrigida. "Abbiamo manifestato le problematiche legate alle politiche agricole, di competenza del suo ministero – spiega il senatore – A partire dall’incongruenza tra il modello produttivo previsto a Maiolo, che è basato sull’allevamento intensivo, e la strategia di rilancio del territorio della Valmarecchia, fondata su produzioni agricole di qualità". Massima contrarietà allo stabilimento della Fileni, "che non avrà ricadute occupazionali positive, indebolirà un’area che negli ultimi 20 anni ha perduto la metà delle proprie aziende agricole. Servono progetti coerenti con le vocazioni della Valmarecchia e la sua biodiversità, non nsediamenti industriali". Nunzio Castellani, il presidente del comitato, è uscito soddisfatto dall’incontro per le garanzie ricevute dal ministero "sull’impegno ad approfondire la questione e le criticità potenziali dell’allevamento di Fileni, alcune delle quali emerse anche in un recente servizio di Report". Da mesi è in atto la mobilitazione contro il nuovo allevamento, che nascerà sulle ceneri del precedente, risalente al 1972. Oltre 80mila persone hanno firmato la petizione per bloccare il maxi allevamento. "Purtroppo – dice Croatti – il progetto è in una fase avanzata e chi avrebbe il potere di fermare questo allevamento industriale, ovvero la Regione Emilia Romagna, lo ha invece avallato. A parole si vuole valorizzare la Valmarecchia, nei fatti si autorizzano insediamenti industriali, nuovo consumo di suolo, maggiore inquinamento e traffico".