La partita per il nuovo stadio. Il ’Neri’ non può più attendere. Vertice tra il sindaco e Ciuffarella

L’imprenditore ha presentato ieri in municipio il progetto per la riqualificazione dell’impianto. Grazie alla recente norma del governo il cantiere potrebbe cominciare in tempi rapidi.

La partita per il nuovo stadio. Il ’Neri’ non può più attendere. Vertice tra il sindaco e Ciuffarella

La partita per il nuovo stadio. Il ’Neri’ non può più attendere. Vertice tra il sindaco e Ciuffarella

Giornata importante quella di ieri per il vecchio e caro ’Romeo Neri’. In notturna il derby con il Cesena, in pieno giorno a Palazzo Garampi spunta il progetto di fattibilità per la realizzazione di uno stadio nuovo di zecca. Al tavolo, in quell’incontro all’ora di pranzo, ci sono gli amministratori comunali, con in testa il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad e l’imprenditore Antonio Ciuffarella (ieri sera, poi, avvistato anche in tribuna al derby), titolare di Aurora immobiliare, il gruppo che ormai otto mesi fa ha messo gli occhi sul ’Neri’. Con la presenza della presidente del Rimini, Stefania Di Salvo e del marito Stefano Petracca, considerando il ruolo non secondario, e se vogliamo sempre più centrale, del club che fa già di quell’impianto la sua casa. E su quel tavolo, dopo mesi di attesa, ieri in municipio è arrivato – finalmente – il progetto di fattibilità per il nuovo stadio. Non se ne conoscono ancora i dettagli. Anzi: a Palazzo Garampi tutti sono muti come pesci. Ma ieri, dicono i ben informati, è stato posato davvero il primo mattone. Dopo settimane nelle quali, tra un ritardo e l’altro, i tifosi iniziavano a perdere la speranza. Anzi, in molti erano ripiombati in quella rassegnazione ’figlia’, c’è da capirli, di decenni di delusioni e promesse non mantenute.

Occorre riavvolgere il nastro di qualche mese per ricostruire la storia e chiarire i motivi dei continui ritardi. A maggio dello scorso anno, il 18, in consiglio comunale arriva l’annuncio di Sadegholvaad, insieme all’allora dg dei biancorossi Franco Peroni: "C’è un imprenditore pronto a investire". Dopo 24 ore, il sogno i tifosi del Rimini possono toccarlo con mano. Esattamente quando in Piazza Cavour si materializza quell’imprenditore: Ciuffarella. Che il nuovo stadio di Rimini lo racconta proprio come i tifosi lo vorrebbero da decenni. Moderno, funzionale, a misura di città. Ma senza perdere la sua impronta legata al passato.

Un impianto all’inglese pensato su due livelli e che non prevederà più la pista d’atletica. Il primo destinato a contenere la parte più commerciale con palestre, spa, centro medico e spazi comunque dedicati all’attività sportiva, nonché bar e ristoranti. Al secondo piano tutto quello che serve per godersi decentemente le partita di pallone: dai 12 ai 15mila posti sugli spalti, spogliatoi per squadre, arbitri e squadra giovanile, skybox, aree hospitality. Insomma, un impianto all’avanguardia, interamente coperto. Quasi roba da non crederci. In una settimana quella manifestazione di interesse viene vagliata dall’amministrazione comunale che chiede ad Aurora Immobiliare di ricevere "entro l’arco temporale di quattro mesi, uno studio di fattibilità". Proposta che sarebbe dunque dovuta arrivare, calendario alla mano, entro ottobre. Ma in quei mesi è successo anche tanto altro in Piazzale del Popolo.

Il Rimini calcio a luglio passa di mano. Da Alfredo Rota a Stefania Di Salvo e soci. E Ciuffarella deve cambiare così l’interlocutore con cui confrontarsi, magari ipotizzando nuove prospettive. Così, a ottobre il progetto di fattibilità non è sul tavolo del primo cittadino riminese. Ma i primi giorni di dicembre qualcosa si muove. Sono i giorni in cui il Rimini Fc e Aurora Immobiliare si stringono la mano pensando al nuovo ’Romeo Neri’.

Di quel contratto firmato si è saputo poco o nulla in quei giorni, ma anche in quelli successivi. Ma è chiaro che con la nuova società, rispetto a quella precedente, si siano allargate le prospettive. Pensando sì alla parte commerciale (l’attività in ambito sanitario della proprietà si sposerebbe bene con quella da svolgere all’interno del nuovo stadio), ma non solo. Tanto che ultimamente pare sia passata di moda l’idea di fare lo stadio nuovo con un project financing, ovvero con un progetto di partenariato pubblico-privato, per intenderci. Si pensa invece di fare ricorso al ’decreto stadi’, norma recentemente rivista dal governo, con innovazioni legislative e semplificazioni.

Una legge che, di fatto, consente di presentare il progetto senza contributi economici da parte dell’amministrazione pubblica se non quello di mettere a disposizione l’area. Con il piano finanziario che dovrà coprire i costi di realizzazione e garantire un utile stimato dalla legge stessa. Insomma, a disposizione potrebbe esserci una strada più breve da percorrere per avere un nuovo impianto a Rimini. Il cammino, è evidente, è ancora lungo. E per conoscere i dettagli precisi dell’operazione (con tanto di iter da seguire alla lettera) chiaramente occorrerà attendere ancora un po’, ma ieri a Palazzo Garampi è stato compiuto un passo deciso per tentare di trasformare il sogno dei tifosi in realtà. Non succede, ma se succede...