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19 mag 2022

Omicidio a Rimini, uccide la compagna a coltellate e ferisce la figlia

Il delitto al culmine di un litigio per motivi di gelosia. La ragazza, 27 anni, tentava di difendere la donna. A chiamare la polizia i vicini, allarmati dalle grida 

19 mag 2022
lorenzo muccioli
Cronaca

Rimini, 19 maggio 2022 - Efferato omicidio oggi a Rimini: un uomo ha accoltellato a morte la compagna e ferito in modo non grave la figlia di 27 anni che tentava di dividere i due (video).

Il delitto intorno all'ora di pranzo in una casa di via Dario Campana (foto), dove è intervenuta la squadra mobile della polizia che ha bloccato l'uomo, portato in Questura e sottoposto a interrogatorio. L'episodio è avvenuto a meno di un mese da quel 23 aprile in cui un 62enne confessò l'uccisione della moglie - dopo 40 anni di matrimonio - accoltellata in casa della figlia con i nipotini nella stanza affianco.

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Il sarebbe l'epilogo di un violento litigio scoppiato tra i due, entrambi peruviani, pare per motivi di gelosia. Lui, 54 anni, al culmine dell'alterco, avrebbe preso il coltello scagliando una serie di fendenti contro di lei, 46 anni. Lavoravano come giardinieri, e sono descritti da tutti come persone tranquille. 

La figlia di lui, avuta da una precedente relazione, avrebbe inutilmente provato a difendere la donna rimanendo ferita. La donna è deceduta sul colpo. A dare l'allarme sono stati i vicini di casa allarmati dalle urla. La ragazza è stata ricoverata in ospedale, ma non è in pericolo di vita, le lesioni riguardano soltanto le mani. 

Omicidio a Rimini, uccide la moglie e ferisce la figlia. Foto
Omicidio a Rimini, uccide la moglie e ferisce la figlia. Foto

Il racconto dei vicini

La coppia, stando ai racconti dei vicini, non aveva mai dato problemi e chi li conosceva li ha descritti come "brave persone". La morte della signora peruviana, riapre il 'libro nero' del femminicidio, a Rimini, a meno di un mese dall'uccisione di Angela Avitabile, 62enne accoltellata dal marito coetaneo e reo confesso.

Il precedente un mese fa

Sull'uomo era stato aperto un fascicolo per maltrattamenti in famiglia quando, lo scorso 28 febbraio, la donna aveva raccontato ai Carabinieri le minacce subite dal marito. Alla luce di quella vicenda proprio ieri pomeriggio a Rimini, nella sala del giudizio del Museo della Città si è tenuto l'incontro pubblico "La gelosia non uccide. Femminicidio e violenza di genere" organizzato dal Comune insieme a Rete donne Rimini e Casa delle donne. Al dibattito ha preso parte una cinquantina di cittadini tra i quali i figli della 62enne che, prima dell'evento, hanno incontrato la vicesindaca Chiara Bellini, la quale ha sottolineato come "la coraggiosa presenza dei figli della vittima debba responsabilizzarci tutti, amministrazione, associazionismo, società civile, cittadini, verso la diffusione di una vera cultura antiviolenta".

'Non una di meno'

Sui fatti di Via Dario Campana, si è espressa, a caldo, anche l'associazione 'Non Una di Meno' che, nei giorni scorsi, ha riportato le segnalazioni di diverse donne riguardo i comportamenti tenuti dai partecipanti all'Adunata degli Alpini nella città romagnola. "Questa - osserva - è la dimostrazione di come siamo immersi in una cultura patriarcale e di come ci sia bisogno di strumenti per riuscire a distruggere la piramide della violenza. I comportamenti molesti e le violenze sessuali sono alla base di questa piramide, il femminicidio è la cima. Non si può intervenire solo quando il danno è fatto, ma bisogna farlo ragionando in un'ottica sistemica e culturale".

 

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