Omicidio Pierina Paganelli, il figlio Giuliano torna a casa

Rimini: il figlio della donna uccisa a coltellate sarà presto dimesso dalla clinica Sol et Salus e andrà ad abitare con la moglie e la figlia. I legali della famiglia chiedono di "garantire la sua sicurezza"

Rimini, 24 ottobre 2023 – Torna a casa Giuliano Saponi. Il figlio di Pierina Paganelli, la donna massacrata con 17 coltellate il 3 ottobre scorso, sarà presto dimesso dalla clinica Sol et Salus, nella quale stava seguendo un percorso di riabilitazione dopo lo ‘strano’ incidente nel quale era rimasto coinvolto il 7 maggio scorso.

Giuliano tornerà a vivere insieme alla moglie Manuela Bianchi e alla figlia 16enne, nell’appartamento sul pianerottolo al terzo piano del civico 31, sito proprio di fronte a quello della madre.

Giuliano Saponi con la sorella Chiara al funerale di Pierina Paganelli (nel tondo)
Giuliano Saponi con la sorella Chiara al funerale di Pierina Paganelli (nel tondo)

La decisione, presa dallo stesso Saponi, è stata comunicata al sostituto procuratore Daniele Paci, titolare dell’inchiesta. Non sarà naturalmente un rientro a casa ‘facile’. Saponi – così come tutta la famiglia dell’ex infermiera di 78 anni massacrata nella zona garage sotterranea del condominio – è da mesi sotto i riflettori delle televisioni e dei media di tutta Italia.

Per questo motivo gli avvocati Marco e Monica Lunedei, che assistono lui e gli altri figli di Pierina (Chiara e Giacomo), hanno chiesto "un’attenzione particolare".

Anche e soprattutto per quanto riguarda "gli aspetti legati alla sicurezza del nostro assistito". Non bisogna dimenticare, infatti, "che l’assassino della madre di Giuliano è ancora a piede libero". A destare qualche preoccupazione è poi anche il coinvolgimento di Saponi, 53 anni, in un episodio misterioso su cui è in corso un’altra indagine coordinata dalla Procura di Rimini.

Lo scorso maggio Giuliano era stato ritrovato steso a terra sull’asfalto, coperto di sangue, a poche centinaia di metri da casa, in via Coriano. Il sospetto è che qualcuno possa averlo travolto e scaraventato sull’asfalto, mentre in bicicletta percorreva la strada per andare al lavoro.

Un pirata della strada che sarebbe poi fuggito facendo perdere le proprie tracce. Ma i familiari in più di un’occasione hanno parlato apertamente di "una possibile aggressione" visto che la bici del 53enne è stata ritrovata intatta e che anche le ferite da lui riportate "non sarebbero compatibili con un sinistro".

Un’ipotesi molto probabile è che Saponi possa essere stato colpito al volto dal finestrino di un mezzo che stava transitando in via Coriano. Da mesi si cercano possibili testimoni, ma fino ad oggi tutti gli appelli sono sempre caduti nel vuoto. Certo è che il 53enne è finito in coma, sottoponendosi nei mesi a venire ad un lungo e complicato iter di riabilitazione che lo ha portato a fare dentro e fuori dalle cliniche.

I familiari si sono stretti attorno al suo capezzale, prodigandosi nel fornirgli assistenza quotidiana. Per settimane Giuliano è stato assistito con amore sia dalla madre Pierina che dalla moglie, nonostante la coppia nei mesi precedenti si fosse temporaneamente separata dopo che Manuela aveva deciso di prendersi una pausa di riflessione. Il suo rientro a casa, in via del Ciclamino, era atteso per il 4 ottobre, lo stesso giorno in cui è stato rinvenuto il cadavere di Pierina. Un delitto ancora senza soluzione e che al momento - nonostante i tanti sospetti, le perquisizioni e i sequestri compiuti dalla squadra mobile, guidata dal vice questore aggiunto Dario Virgili - non vede alcun nome iscritto nel registro degli indagati.