Piano spiaggia bocciato: "Stravolgerà le imprese"

Confesercenti: "L’unico modo per riqualificare sarà demolire e ricostruire. Il nuovo strumento rischia di azzerare il valore delle nostre attività" .

Piano spiaggia bocciato: "Stravolgerà le imprese"

Fabrizio Pagliarani, presidente dei balneari della Confesercenti

Il tempo è scaduto. Oggi è l’ultimo giorno utile per presentare le osservazioni al nuovo piano spiaggia di Rimini. Un piano che non convince affatto né i bagnini e altri operatori balneari, né parecchi comitati e associazioni. C’è chi ha già preso posizione pubblicamente, chi ha minacciato battaglie legali e ricorsi se Palazzo Garampi non modificherà il piano, specie per quanto riguarda la creazione delle nuove aree di spiaggia libera (rischiano di sparire 10 stabilimenti balneari) e le linee guida su come dovranno essere le strutture di spiaggia. Torna all’attacco Confesercenti, che già attraverso Fabrizio Pagliarani, presidente dei balneari dell’associazione di categoria, aveva sollevato dubbi e critiche.

Secondo Confesercenti il nuovo piano dell’areniel di Rimini "è partito col piede sbagliato, nel metodo e nel merito". Nel metodo, perché "il Comune ha avviato l’iter di approvazione del piano senza un vero confronto con la città e le categorie economiche: tutto è stato rimandato alle eventuali osservazioni, col piano già pubblicato". Ma è soprattutto nel merito che, per Confesercenti, il piano va bocciato: "È come se il Comune avesse considerato un foglio bianco, per ridisegnarla. Le aree che saranno date in concessione e quelle libere sono diverse da quelle attuali, senza una riga che stabilisca come questo possa essere attuato, senza prevedere norme transitoria". Capitolo fondamentale le strutture di spiaggia. Perché "il nuovo piano dell’arenile dice che l’unica modalità d’intervento è la demolizione e ricostruzione delle strutture esistenti con il pretesto degli strumenti urbanistici sovraordinati". Per la Confesercenti "la vera ragione è un’altra: si vuole completare il Parco del mare avvalendosi degli investimenti dei futuri concessionari". Una scelta "sbagliata" e "difficile da realizzare in assenza di certezze sulle norme future per le concessioni. Considerare le forme architettoniche di spiaggia soltanto in funzione del lungomare è un azzardo e rischia il fallimento".

Non solo: con il nuovo piano "il Comune azzera il valore aziendale delle imprese e dei beni materiali degli attuali operatori". Si rischia "di fare la fine di Jesolo, favorendo imprenditori che snatureranno le tradizioni e la storia di Rimini". Invece "il piano dovrebbe tutelare il territorio, premiare e rendere possibile la riqualificazione del nostro prodotto balneare. Se vogliamo restare una meta all’avanguardia dobbiamo dotarci di norme adeguate e sostenibili, economicamente realizzabili".