Qualità della vita. Rimini perde posizioni. Sicurezza tasto dolente. Ma il tempo libero è al top

Indagine del Sole 24 Ore: la provincia scende di altri cinque posti in classifica. Passa da 46esimo a 51esimo, con valori nella media e un aumento della ricchezza. Ma a far la differenza è il crollo verticale per l’indice di criminalità .

Qualità della vita. Rimini perde posizioni. Sicurezza tasto dolente. Ma il tempo libero è al top
Qualità della vita. Rimini perde posizioni. Sicurezza tasto dolente. Ma il tempo libero è al top

Qualità della vita: Rimini perde posizioni nella classifica del Sole 24 Ore rispetto a un anno fa: scende dal 46° al 51° posto. Un trend che prosegue dal 2019, quando occupavamo la posizione numero 17 in Italia. Dalla nuova graduatoria due conferme: sicurezza e tempo libero. Ma agli antipodi. Per giustizia e sicurezza andiamo male, siamo al terzultimo posto in Italia (105°). Un trend che si conferma da anni. Si registrano 6.246 denunce ogni 100mila abitanti e 21.118 in totale. Significa penultimi per indice di criminalità, peggio solo Milano. Tra le note più dolenti furti, rapine, estorsioni, lesioni dolose, violenze sessuali. Bene invece cultura e tempo libero: Rimini risale alla terza posizione finale (scalando 4 posizioni dallo scorso anno) grazie al quarto posto per ‘offerta culturale’, al terzo per ‘ingressi a spettacoli’, al quinto per ‘palestre, piscine e stabilimenti termali’, al terzo per ‘librerie’. Il sindaco e presidente della Provincia Jamil Sadegholvaad rileva le ’divergenze’ profonde tra questa classifica e quella recen te di Italia Oggi, che indicava Rimini in forte rimonta, al 21° posto su 107 province italiane.

"Al di là della evidente distorsione statistica – osserva Sadegholvaad, puntando l’indice sulla sicurezza – occorre per l’ennesima volta rimarcare come, dopo 30 anni anche di queste ricerche dai risultati sempre uguali, non vi sia mai stato da parte dello Stato italiano l’adeguamento degli organici di polizia e delle relative dotazioni strutturali necessario e richiesto a più voci e da qualunque Governo locale". "Se è vero che nel 1997 – aggiunge – un quarto di secolo fa, i reati denunciati nella nostra provincia furono 29.657 mentre nel 2022 lo stesso dato si è fermato a 21.118 ed erano ancora 24.681 nel 2012, resta lì sul tappeto l’evidenza di un potenziamento concreto delle strutture e degli organici delle forze dell’ordine nelle aree attrattive e ad altissima intensità turistica su cui oggi, dopo la pandemia, si riversano con ulteriori criticità sociali".

Sul fronte della cultura, continua, "c’è la dimostrazione che la candidatura a Capitale Italiana 2026 non è dovuta solo al potenziamento dei presidi culturali pubblici, ma a una partecipazione diffusa della fruizione culturale dei residenti". Quello Riminese resta un territorio vocato al risparmio (20° posto nell’indicatore dei depositi bancari delle famiglie) ma - qui l’onda lunga del Covid ha pesato soprattutto sull’industria trainante che è il turismo - "abbiamo visto assotigliarsi quel gruzzolo, con una variazione in negativo dell’8,1% tra 2022 e 2023", aggiunge il primo cittadino. Resta attivo il saldo tra imprese nuove e fallite (rispettivamente 13° e 41° posto) mentre è basso il tasso di imprenditorialità under 35 (piazza 99). La provincia di Rimini è tra quelle che garantisce la più alta speranza di vita alla nascita (settima), ha un’elevata percentuale di laureati (11esima), ma ha un tasso di fecondità e un quoziente di natalità non brillanti (79esima e 63esima). Rimane alta la pagella dell’ecosistema urbano (13esimi in Italia), lo stesso vale per la 12esima posizione per scuole accessibili e il podio (terza piazza) nelle riqualificazioni energetiche.

Mario Gradara