Rapina a Riccione, il rapper Medy condannato a tre anni

Il cantante, classe 2001, di origini marocchine e residente a Bologna, è uno dei nomi emergenti del panorama rap nazionale, ma deve scontare un passato difficile. Il fatto risale a tre anni fa

Il rapper Medy

Il rapper Medy

Riccione, 20 aprile 2023 - Un passato difficile torna a bussare alla porta del rapper Medy. Il cantante classe 2001 di origini marocchine e residente a Bologna, dove è nato nel quartiere San Donato, è stato infatti condannato nei giorni scorsi a tre anni e sei mesi di reclusione per una rapina compiuta anni fa a Riccione.

Questa la decisione arrivata al termine del processo con rito abbreviato tenutosi davanti al gup del Tribunale di Rimini Raffaella Ceccarelli.

Medy, al secolo Mehdi El-Marbouh, è al momento uno dei nomi emergenti del panorama rap nazionale, protagonista nell’anno appena passato di alcune collaborazioni musicali di successo con colleghi artisti come Capo Plaza, AVA e Villabanks. Il 13 gennaio di quest’anno, Medy ha poi esordito con il primo album della sua carriera, intitolato ‘Nove Chiamate’.

Ma a fare da contraltare ad un presente di traguardi artistici, con svariati concerti fissati in giro per l’Italia, con date da Padova a Ravenna, c’è un passato difficile fatto di microcriminalità con cui ora Medy è costretto a fare i conti.

Il giovane rapper bolognese infatti il 25 luglio del 2020 era stato protagonista secondo le accuse di una rapina aggravata ai danni di un giovane turista milanese, mentre si trovava in vacanza a Riccione. In quell’occasione, come ricostruito dalla polizia, Medy si trovava nella Perla Verde assieme ad altri ragazzi, all’epoca dei fatti minorenni, con i quali avrebbe, nell’estate di due anni fa, preso di mira un giovane turista arrivando a circondarlo per poi strappargli la catenina d’oro che la vittima portava al collo.

Dopo la rapina, Medy si diede alla fuga in spiaggia, salvo poi essere individuato poco dopo su un lettino in riva al mare. Il giovane in quell’occasione venne arrestato dalla polizia e rinviato successivamente a giudizio per cui, assistito dall’avvocato Roberto D’Errico, scelse il rito abbreviato.

Nei giorni scorsi, la querelle giudiziaria si è conclusa con una condanna in primo grado a tre anni e sei mesi per Medy, che ora si trova in stato di libertà, con la promessa della difesa di un successivo ricorso in appello.