Rimini, l’ombra della mafia "Teniamo alta la guardia"

La politica accende i riflettori sulle infiltrazioni della criminalità organizzata. L’assessore Bragagni: "Conoscere il fenomeno per imparare a difendersi".

Rimini, l’ombra della mafia  "Teniamo alta la guardia"
Rimini, l’ombra della mafia "Teniamo alta la guardia"

Un invito a tenere la guardia alta. Perché una realtà come quella di Rimini non è immune al virus della mafia, che ha già dimostrato di sapersi insinuare nelle maglie della città e del suo tessuto economico. Questa l’indicazione arrivata ieri mattina dalla Commissione consiliare permanente presieduta dal consigliere Matteo Zoccarato (Lega). Un confronto in cui si è affrontato il tema della "mafia a Rimini oggi". Oltre ai componenti del consiglio comunale e all’assessore alla Legalità Francesco Bragagni, erano presenti (alcuni in collegamento video) anche diversi esponenti di altri Enti Pubblici e realtà territoriali attive su questo fronte. Tra cui Filippo Giorgetti, sindaco di Bellaria-Igea Marina, Alice Parma, sindaca di Santarcangelo, Ivan Cecchini e Sara Paci, dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata della Provincia di Rimini, Patrick Francesco Wild, del Gruppo antimafia Pio La Torre e Maria Ferraris dell’associazione Libera Rimini. Nell’incontro è stata presa in esame la lotta contro la criminalità organizzata per la legalità, fatta sul territorio provinciale con un confronto trasversale. Da tutti i partecipanti è stata messa in evidenza la necessità di continuare a promuovere e diffondere la cultura della legalità nei comuni della Riviera di Rimini in particolare per tutelare le tante attività sane che si impegnano nell’ambito del turismo. Sviluppare e promuovere una cultura antimafia e continuare ad analizzare la presenza della criminalità organizzata nella Regione Emilia-Romagna e in provincia di Rimini. "Accrescere le conoscenze sulla storia del radicamento mafioso nel territorio provinciale - precisa l’Assessore alla Legalità Francesco Bragani - è un dovere che abbiamo come istituzione e come cittadini".