Sala scommesse chiusa dai giudici: "È troppo vicino alla scuola"

La sentenza del Consiglio di Stato non fa sconti all’attività della Sisal in via Marecchiese. Il gestore aveva già ottenuto varie proroghe dal Comune di Rimini per cercare una nuova sede.

Sala scommesse chiusa dai giudici: "È troppo vicino alla scuola"
Sala scommesse chiusa dai giudici: "È troppo vicino alla scuola"

Un’altra sala giochi e scommesse a Rimini finisce vittima del ’distanziometro’. Si tratta della sala della Sisal in via Marecchiese (vicino all’incrocio con la Statale 16), che dovrà chiudere perché troppo vicina a una scuola. Così ha deciso – con la sentenza pubblicata ieri – il Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso presentato dal gestore della sala. Che si era appellato contro il verdetto emesso dal Tar l’anno scorso.

La sala della Sisal si trova a meno di 500 metri da una scuola e pertanto, per effetto della legge regionale (recapita dal Comune di Rimini) che vieta la presenza di attività con scommesse, giochi d’azzardo e vlt nelle vicinanze istituti scolastici, parrocchie, e altri luoghi di aggregazione ritenuti ’sensibili’, non poteva più restare lì. La procedura avviata da Comune di Rimini e Questura nei confronti della sala di via Marecchiese è partita nel 2020. Il gestore ha chiesto e ottenuto una proroga per evitare l’immediata chiusura, in attesa di trasferire altrove l’attività. Di proroga in proroga, il titolare è riuscito a scongiurare la chiusura della sala fino all’estate 2022. Ma pochi mesi dopo, nel settembre dello stesso anno, Palazzo Garampi ha rifiutato l’ennesima richiesta di proroga intimando al gestore di chiudere subito l’attività. Ne è nata una battaglia legale che, nel maggio 2023, ha visto i giudici del Tar pronunciarsi a favore del Comune. Da qui il ricorso del gestore della sala al Consiglio di Stato, che contestava il fatto che quella del Comune fosse "una mera comunicazione di avviso", senza implicare "il carattere di una vera e propria intimazione".

Il Consiglio di Stato ha giudicato infondata questa versione, in virtù anche della "manifesta volontà", da parte del titolare della sala, di trasferire l’attività nel comune di Forlì. Non solo: per i giudici, avendo il Comune di Rimini redatto una prima mappa provvisoria dei luoghi sensibili e – quindi – di dove le sale giochi non possono stare già nel 2017, e poi adottato quella definitiva nel 2019, il gestore della sala, "trattandosi di un operatore che da anni lavora nel settore del gioco, era presumibilmente a conoscenza delle disposizioni normative e amministrative vigenti". Per i giudici, in sostanza, non poteva non conoscere il regolamento adottato dall’amministrazione comunale di Rimini in materia.