Saldi, caccia all’affare. Niente coda alle casse. La corsa agli acquisti è partita in sordina

Crescono i ribassi, ma diminuisce invece rispetto agli anni passati il potere d’acquisto da parte delle famiglie che, anche a causa dei rincari, spenderanno poco più di 100 euro a testa.

Saldi, caccia all’affare. Niente coda alle casse. La corsa agli acquisti è partita in sordina

I saldi invernali sono partiti ieri

Nell’era dell’e-commerce, dei social network e, soprattutto, del cambiamento climatico, i saldi non sono più quelli di una volta. Lo avranno pensato in tanti, ieri, camminando tra le vie del centro storico di Rimini o tra i corridoi, caldi e illuminati a giorno, del centro commerciale ‘Le Befane’: l’avvio delle vendite scontate, fissato ufficialmente al 5 gennaio in quasi tutta Italia, è passato assai in sordina.

Se le code fuori dai negozi non si vedono ormai da tempo, ci sono in realtà diverse ragioni dietro la perdita di appeal dei saldi, che non rivestono più quel ruolo di grande rituale collettivo che avevano fino a qualche anno fa. Ma per i commercianti non si tratta necessariamente di una cattiva notizia, anzi.

"Stiamo lavorando molto bene da fine novembre, grazie al Black Friday, allo shopping prenatalizio e alle promozioni dedicate alle nostre clienti fidelizzate, sia in negozio che sul sito web – spiega Wanda Balzi di ‘Rame’, store di abbigliamento femminile in via Gambalunga -. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) la partenza è stata in effetti sonnolenta, ma aspettiamo la fine dell’ultimo weekend festivo per tirare le somme. Certo, le previsioni meteo per i prossimi due giorni non giocano a nostro favore".

Già, il tempo uggioso non aiuta, notoriamente, le attività del centro storico - ammettono anche da ’71 jeans’, insegna storica di Vicolo Gomma, in Corso d’Augusto, reduce tuttavia da un mese di dicembre "da incorniciare". Ma, forse, il calo delle temperature potrebbe finalmente contribuire a far vendere maglie, cappotti e piumini, le cui vendite sono state finora scoraggiate dal clima primaverile delle scorse settimane.

A confermarlo, Susanna Morri, titolare di ‘Amilù’, negozio di abiti e calzature da donna in via XX Settembre 111. "Ho continuato ad acquistare maglieria fino a pochi giorni fa per arrivare ai saldi con il maggior assortimento possibile: se il freddo si deciderà finalmente ad arrivare, sono pronta", sorride. E coglie l’occasione per fare il punto sull’annosa questione della crisi dei negozi di prossimità, che continua a mietere vittime illustri anche in città, come testimonia la recente chiusura, dopo oltre quarant’anni, di Casadei. Solo in Corso d’Augusto, nel 2023 si erano già spente le vetrine di Motivi e Foot Locker. "Se vogliamo combattere la concorrenza delle grandi catene e dei big dell’e-commerce dobbiamo puntare sulla professionalità, non sul ribasso dei prezzi a oltranza – sottolinea -. Ad esempio, io quest’anno ho studiato per prendere il diploma da armocromista (consulente d’immagine esperta nell’abbinamento di colori, ndr) e ora frequenterò un corso da personal stylist. Con le clienti ho instaurato un dialogo incessante sui canali social, che ormai rappresentano un secondo lavoro per chi ha un negozio. Insomma, se vuoi ritagliarti la tua nicchia devi dare tanto ogni giorno".

Maddalena De Franchis