Ubaldi nella bufera per l’incarico a Radio Bakery

Civiche e Fratelli d’Italia: contratto affidato alla società legata fino al 2020 al capo di gabinetto.

Ubaldi nella bufera per l’incarico  a Radio Bakery

Fabio Ubaldi, secondo da destra, con i soci di Radio Bakery

"Anche se appena nominato, sarebbe corretto che, dopo questo accadimento, il signor Fabio Ubaldi rassegnasse le dimissioni". E’ la richiesta che Fabrizio Pullè, segretario delle civiche nel centrodestra, presenta dopo l’incarico affidato dal Comune a Radio Bakery per la gestione della promozione sui social a livello nazionale e internazionale. Critico anche Stefano Paolini di Fratelli d’Italia: "Un affidamento fatto senza bando, tanto per cominciare". L’affondo delle civiche prende spunto da due elementi. Il primo: "Per scegliere questa società – riprende Pullè – il Comune non ha optato per la strada di un normale bando ma per quella dell’affidamento diretto. Quanto pagherà il Comune per il servizio di mantenimento delle pagine social alla società? La bellezza di 80mila euro, oltre 20mila previsti per sponsorizzazioni su altre pagine internet, per un totale di 100mila euro. Avremo una società esterna al Comune che costerà ai cittadini una somma pari a circa 80mila euro annui per mantenere quattro pagine social".

Ed eccoci al secondo elemento, che tira in ballo Fabio Ubaldi, attuale capo di gabinetto in municipio. "Una società, dapprima radio voluta e fondata da Fabio Ubaldi. Una società, che fino a qualche anno fa (il 2020) vedeva Ubaldi come consigliere di amministrazione. Una radio, che aveva il suo quartier generale, e che trasmetteva direttamente dal locale di Ubaldi, il Pastrocchio. Peccato che Ubaldi, oltre che un imprenditore, sia attualmente anche il capo di gabinetto del sindaco Angelini, nonché leader di una delle liste che hanno sostenuto Angelini e che fanno parte della maggioranza".

Da qui la conclusione: "E’ normale che a una società ‘così vicina’ a uno dei leader della maggioranza, la giunta comunale assegni un contratto di 80mila euro, affidando direttamente alla stessa l’incarico, e senza un bando? Anche se oggi Ubaldi non è più nella compagine societaria riteniamo vi possa essere un conflitto di interessi". A nutrire perplessità sull’affidamento concesso dall’amministrazione è anche Stefano Paolini. "Stiamo parlando di cifre importanti, centomila euro, dati a una società per una motivazione altrettanto importante, la promozione all’estero e in Italia, senza optare per lo strumento del bando. Una società con un capitale sociale di 1.800 euro. Un soggetto a cui in passato era legato l’attuale capo di gabinetto". Sui social lo stesso Ubaldi ha già avuto modo di intervenire su una querelle scoppiata sull’affidamento, chiarendo di essere stato socio tra il 2018 e 2020, e invitando chi commentava "a fare buon uso delle esternazioni".

Andrea Oliva