Ucciso dalla ruspa, c’è l’accordo per il risarcimento alla famiglia di Roberto Sancisi

Il pensionato 78enne aveva perso la vita dopo essere stato schiacciato dal mezzo in transito. Dopo quasi due anni i parenti otterranno l’indennizzo, mentre si chiude l’indagine sull’incidente

L’intervento di vigili del fuoco e polizia locale dopo l’incidente; nel tondo Roberto Sancisi (foto Migliorini)

L’intervento di vigili del fuoco e polizia locale dopo l’incidente; nel tondo Roberto Sancisi (foto Migliorini)

Rimini, 2 aprile 2024 - Era il 24 ottobre del 2022, la mattina grigia di un autunno triste, quando Roberto Sancisi, postino in pensione di 78 anni, fu colpito e ucciso da una griglia di ferro trasportata in strada, su via Euterpe, da una ruspa. Un incidente in cui la Suzuki Vitara Hybrid a bordo della quale Sancisi viaggiava venne completamente sventrata nell’impatto, con il 78enne che perse dunque la vita sul colpo. Fu un incidente fatale e terribile quello di via Euterpe, un incidente per cui ora, a distanza di quasi due anni dalla tragedia, i familiari di Sancisi hanno finalmente ottenuto l’accordo per il risarcimento danni da parte dell’assicurazione Generali.

Nei giorni scorsi infatti la compagnia ha riconosciuto come il signor Sancisi non avrebbe avuto alcuna responsabilità nell’incidente che ne ha provocato la morte e mentre dal punto di vista penale sono stati depositati dalla Procura di Rimini gli atti per il fine indagine nei confronti dei sette indagati per omicidio stradale in concorso, la famiglia del 78enne in pensione ha continuato per la propria strada per l’ottenimento del risarcimento. Risarcimento che appunto è stato infine riconosciuto con un accordo tra le parti, nel quale la compagnia assicurativa ha accolto quasi tutte le richieste dei parenti di Roberto Sancisi. A vedersi riconoscere quindi l’indennizzo saranno la moglie del 78enne, i due figli, le tre sorelle del defunto e i nipoti. Tutti i componenti del nucleo, rappresentati e difesi dall’avvocato Umberto De Gregorio, hanno preferito non rendere noto l’ammontare della cifra pattuita, dal momento che "la disgrazia, anche a distanza di diversi mesi, è tale e il dolore è tanto che non sarà mai riassorbito da nessuna azione risarcitoria", è il commento dell’avvocato De Gregorio.

Il punto di arrivo per il binario del risarcimento consentirà così dunque di evitare un processo civile, lasciando ’campo libero’ all’azione penale per cui, dopo il fine indagine arrivato per i 7 finiti sotto inchiesta, non sarebbero però ancora arrivate da parte della Procura richieste di rinvio a giudizio.