Vigile del fuoco ‘punito’: “Troppo zelante e pignolo”. Gli negano la promozione, ma lui fa causa e vince

Il 51enne riminese aveva partecipato alla selezione interna per diventare capoturno. Il Tar annulla il provvedimento dei suoi superiori: "Valutazioni lesive e discriminatorie"

Vigile del fuoco troppo zelante. Gli negano la promozione ma lui fa causa e vince

Vigile del fuoco troppo zelante. Gli negano la promozione ma lui fa causa e vince

Rimini, 8 febbraio 2024 – Lui aveva partecipato alle selezioni interne, sperando di essere promosso e diventare così capoturno dei vigili del fuoco. Invece non solo non gli è stato riconosciuto il grado, ma gli è stato anche revocato il ruolo di vicecapoturno, che già svolgeva. La sua colpa? Essere troppo "zelante e pignolo" e avere "scarso controllo dello stress", secondo i suoi superiori. Che hanno giudicato anche inopportuno conferire il ruolo di capoturno a "un rappresentante sindacale".

Il provvedimento deciso un anno fa (nel marzo 2023) dalla direzione del comando provinciale dei vigili del fuoco, ha mandato su tutte le furie l’uomo, un 51enne riminese che lavora da più di 25 anni come pompiere. Da qui la sua decisione di presentare ricorso al Tar, in cui ha contestato la mancata promozione e il demansionamento. I giudici del Tribunale amministrativo regionale, con la sentenza depositata nei giorni scorsi, gli hanno dato ragione e annullato la decisione presa dalla direzione del comando provinciale. E "ora ci auguriamo che sia fatta giustizia fino in fondo e gli venga finalmente assegnato il ruolo a cui aspirava", dicono gli avvocati Enrico Trenti ed Elena Mariani, che hanno assistito il 51enne riminese nel suo braccio di ferro contro i superiori.

«Una vicenda paradossale – la definisce Trenti – La sentenza è netta nel riconoscere le ragioni del vigile del fuoco che ha fatto ricorso". Secondo i suoi superiori l’uomo, uno dei rappresentanti a Rimini del Conapo (è il sindacato autonomo dei vigili del fuoco), avrebbe "un comportamento troppo zelante e pignolo" e "scarso controllo dello stress". Per questo, al 51enne era stato dato il punteggio più basso (3 su un massimo di 10) tra tutti coloro che avevano partecipato alle selezioni interne per diventare capoturno. Per il Tar le valutazioni del comando "sono improprie". Anzi, il 51enne denota, al contrario "dedizione al lavoro", documentata anche dalle operazioni di soccorso effettuate.

Nemmeno è giustificato, secondo i giudici, il fatto "che sia inopportuno affidare il ruolo di capoturno a un rappresentante sindacale. Si tratta di valutazioni lesive e discriminatorie". Il 51enne riminese aveva anche chiesto al Tar un risarcimento danni per la mancata promozione. Ma, dicono i giudici, "la richiesta è generica e indimostrata sul danno patito" e pertanto è stata respinta. Questo poco importa ai suoi legali. "Auspichiamo che ora l’amministrazione del comando provinciale dei vigili del fuoco di Rimini – concludono gli avvocati del 51enne – si conformi tempestivamente alla sentenza del Tar e proceda così alla rivalutazione dei candidati rispettando i criteri fissati per legge, conferendo di conseguenza l’incarico di capoturno al nostro assistito".