’Famiglie Accoglienti’ tesse la solidarietà

Una rete di sostegno nata lo scorso novembre nel distretto: i volontari regalano il loro tempo a chi sta attraversando un momento di difficoltà

Nata il 10 novembre dell’anno scorso, l’Associazione ‘Reti di Famiglie Accoglienti Aps’, vede nuclei familiari coinvolti sul fronte dell’accoglienza, con l’obiettivo di supportare e promuovere la cultura della solidarietà sociale. Vengono così proposti strumenti, occasioni, luoghi di vicinanza e di sostegno reciproco tra famiglie, per rendere più fattibili e proficue le diverse scelte di accoglienza familiare ed, in particolare, favorire la cultura dell’accoglienza familiare (affido, sostegno, supporto, ecc.) migliorando l’efficacia degli interventi sociali. Dopo anni che hanno visto l’Associazione ‘Venite alla Festa’ ed il progetto Reti di Famiglie accoglienti operare volontariamente in provincia di Modena, grazie ad una fitta rete tra associazioni, famiglie e realtà del terzo settore, a novembre è nata ‘Reti di Famiglie Accoglienti Aps’, associazione con carattere provinciale dislocata tra Pavullo, Sassuolo, Fiorano, Maranello, Formigine, Modena, Castelfranco Emilia, Campogalliano, Carpi, Soliera, Novi di Modena. La famiglia, nelle sue molteplici forme, è anello di connessione e di mediazione fra l’individuo e la società, ma anche un luogo della relazione e del conflitto, della responsabilità e dei vincoli tra sicurezze e fragilità. Scelta "intima" della singola famiglia che diventa esperienza condivisa nella comunità, luogo dove si compiono le prime esperienze sociali, dove si impara il significato dell’aver cura delle relazioni, la famiglia è il luogo dove si fa esperienza di solidarietà attraverso la relazione. "Reti di Famiglie Accoglienti – dice Luisa Cherubin referente famiglie disponibili ad accoglienza di minori in emergenze – è un modo per rafforzare maggiormente il nostro cammino, sapere che siamo in tanti a condividere gioie e fatiche". Così, il prendersi cura familiare diventa modello del prendersi cura nel pubblico: la famiglia è soggetto attivo per "costruire" la comunità, ed il territorio diventa realtà vissuta nel segno dell’accoglienza. "I nostri volontari sono famiglie, coppie, persone singole che regalano il loro tempo a chi è meno fortunato, a chi attraversa un momento di difficoltà e che, attraverso il loro impegno, trova nuovamente fiducia nel prossimo", spiega Fania Ferrari, una delle referenti dell’associazione, mentre Paola Torelli, referente Famiglie Affidatarie Modena, sceglie una metafora che spiega molto. "Le reti senza nodi forti fanno affondare. Reti, in questo senso, è la speranza per la costruzione di vere reti con nodi forti che sappiano accogliere e salvare da cadute rovinose".

Stringere questi nodi, avere e averne cura è il mantra che guida l’attività dell’associazione: "L’obiettivo del nostro essere volontari – sottolinea Francesco Cigarini, vicepresidente e referente famiglie di supporto per l’Unione Distretto Ceramico – è molto ambizioso ma può potenzialmente produrre un impatto molto importante per le comunità in cui viviamo e operiamo, e soccorrere la fragilità di quelle famiglie cui nessun ente può arrivare agendo come mezzo connettore".

Qui soccorre la rete, nel senso più ampio del termine: proposta come esperienza di gruppo, oltre che di servizio, composta da persone in grado di aiutare ed ascoltare, "trasformando il gruppo di volontari in "partner" per la costruzione di una comunità di accoglienza di grande respiro. Cresce – aggiunge Cigarini – la consapevolezza del grande lavoro che ci aspetta da qui in avanti e della responsabilità che dobbiamo dimostrare nei confronti di un’idea così semplice e geniale".