La città dei villini . Le dimore al mare dei primi vacanzieri. Dai nobili a Mussolini

La più famosa è quella appartenuta alla famiglia del Duce e fatta costruire a fine Ottocento dalla marchesa Beccadelli. Viaggio tra le stanze che raccontano la Riccione che fu .

La città dei villini . Le dimore al mare dei primi vacanzieri. Dai nobili a  Mussolini
La città dei villini . Le dimore al mare dei primi vacanzieri. Dai nobili a Mussolini

Donano bellezza al paesaggio, anche grazie alla caratteristica dei loro giardini. Conservano il fascino del passato e sono testimonianza dello sviluppo della città balneare dagli inizi del Novecento. Sono le ville storiche di Riccione, oggi sede di eventi e mostre. Tra queste, vi era quella che dal 1934 al 1943 diventò la residenza estiva della famiglia Mussolini. Si trattava di un edificio modesto, costruito su due piani, con una torretta. Realizzata nel 1892 dalla marchesa Eugenia Beccadelli in Grimaldi, la villa viene ceduta al ferrarese Giulio Monti, poi acquistata dalla famiglia del conte Angeletti di Bologna e, dopo, da Giulia Galli in Bernabei, che la vendette a Rachele Guidi in Mussolini.

I Mussolini, attorno al 1940, ristrutturano e ampliano la villa annettendo i terreni limitrofi. Alla fine della guerra, nel 1946, il complesso viene smembrato, il Tribunale di Roma confisca una parte della proprietà assegnandola prima al Demanio poi al Comune. Nel tempo la villa ha anche ospitato attività commerciali, ma dal 2005, dopo un intervento di recupero (grazie a una

convenzione tra la Fondazione Carim e il Comune) Villa Mussolini, con il parco affacciato sul lungomare apre i suoi spazi agli eventi.

Villa Franceschi, patrimonio del Comune dagli anni ’50 e oggi sede della Galleria comunale d’arte, viene costruita tra il 1900 e il 1919 ed è un piccolo gioiello in stile liberty, testimonianza del progetto urbanistico di una ;città giardino. Nel 1919 la famiglia emiliana Franceschi la acquista e la ristruttura: vengono aggiunte la parte posteriore, dotata di torretta, la dépendance e viene impreziosita con decori e fregi floreali.

Villa Lodi-Fè, costruita negli anni Venti dal bolognese Decio Monti, presenta uno stile eclettico e la caratteristica forma a chalet. La volumetria della villa è alta e slanciata e i prospetti sono decorati con motivi geometrici. Passata poi alla famiglia Lodi-Fè, dal 1986 l’immobile appartiene al Comune ed è sede dell’associazione Riccione Teatro, con il giardino adibito a parco comunale. Adiacenti a quest’area verde si notano altri villini, tra i più rappresentativi del periodo: il villino Brenzini, realizzato dal banchiere bolognese Aristide Santi; Villa Pullè, progettata a fine ‘800, su commissione del medico di origini modenesi Felice Carlo Pullè, divenuto personaggio di spicco della storia locale. Monti, Santi e Pullè incarnano le figure tipo dei villeggianti d’inizio secolo: facoltosi

borghesi che costruirono a Riccione le dimore per le vacanze,

diventandone in alcuni casi cittadini.

Lina Colasanto