A14, incidente per un daino a Loreto: Autostrade dovrà pagare

Secondo il giudice la società non avrebbe messo recinzioni adatte per evitare l’impatto con l’auto di una senigalliese

Un daino ferito in un incidente

Un daino ferito in un incidente

Ancona,  14 maggio 2023 – Auto distrutta a causa di un daino, fa causa ad Autostrade per l’Italia e vince due volte. L’incidente, ad una donna di Senigallia, di 60 anni, era accaduto proprio lungo il tratto autostradale dell’autostrada 14, tra Loreto e Porto Recanati, in direzione sud. Mentre si trovava come passeggera a bordo della sua automobile, una Fiat Panda, un daino aveva attraversato la carreggiata, spuntando lateralmente dal bordo di un’area verde e passando proprio davanti alla vettura. Il daino era riuscito ad oltrepassare il guardrail.

Al volante c’era un parente della donna che non era riuscito ad evitare l’animale selvatico. Lo aveva preso in pieno, un botto tremendo con il risultato di parecchi danni al mezzo ma per fortuna nulla di grave agli occupanti. Tenendo bene il volante era riuscito a domare per quanto possibile la Panda evitando conseguenze anche peggiori. Il sinistro stradale risale al 18 agosto del 2018, piena estate, ed era stato rilevato dalla polizia stradale intervenuta poi sul posto. La vettura fu quasi da buttare via, ebbe danni per 4mila euro.

Tramite l’avvocato Alessandro Angeletti la senigalliese ha fatto causa a chi doveva avere cura dell’autostrada evitando l’introduzione dell’animale con una recinzione adeguata. In primo grado, davanti al giudice di pace, la donna ha avuto ragione. La società poi però è ricorsa in appello motivando che si era trattato di un fatto fortuito che l’animale fosse arrivato fino alla carreggiata e che l’autostrada era delimitata da recinzione ma il daino l’aveva saltata. Il tribunale civile, secondo grado di giudizio a cui autostrade si è appellata, giovedì ha respinto il ricorso. La giudice era Gabriella Pompetti. È stata confermata quindi la causa vinta in primo grado.

"È stata riconosciuta la responsabilità di autostrade - spiega l’avvocato Angeletti - quale custode del bene e che doveva dotarsi di recinzione adeguata a garantire che animali selvatici potessero arrivare sulla strada, in un tratto ad alta velocità". La giudice nel respingere il ricorso spiega che "con particolare riguardo alle autostrade, attesa la loro natura destinata alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, l’apprezzamento relativo all’effettiva possibilità del controllo, alla stregua dei suddetti parametri, induce ad una conclusione in via generale affermativa e dunque a ravvisare la sussistenza di una relazione custodiale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2051 del codice civile, tra l’autostrada e la società proprietaria o concessionaria, la quale è chiamata a svolgere un’adeguata attività di vigilanza in funzione della prevenzione".