Convegno antiabortista: "Vergogna, c’è la Regione". "Ma non siamo i relatori"

Il Pd Marche critica la presenza tra gli altri del governatore Francesco Acquaroli. Il consigliere Ciccioli: "Abbiamo fatto cambiare la locandina, solo saluti istituzionali"

Carlo Ciccioli e Manuela Bora

Carlo Ciccioli e Manuela Bora

Ancona, 30 marzo 2024 – I big regionali di Fratelli d’Italia al convegno di Provita & Famiglie e nelle Marche si scatena la bagarre pre-pasquale. "Troviamo vergognoso e irrispettoso della dignità del Consiglio regionale che il presidente Francesco Acquaroli, la senatrice Elena Leonardi e il consigliere Carlo Ciccioli partecipino il prossimo 5 aprile ad un evento antiabortista", affonda il coltello nella piaga il Pd.

Ma i rappresentanti locali del partito della premier Giorgia Meloni minimizzano: "Nessuno di noi sarà relatore, solo saluti istituzionali". Quale verità? Una: la confusione. Perché nella prima locandina circolata, Provita & Famiglie annunciava la presenza di Acquaroli, Leonardi e Ciccioli e, in effetti, per i saluti istituzionali, per l’iniziativa "In principio era persona – La comunicazione materno-fetale fondativa dell’essere umano", in programma venerdì prossimo alle 17.30 all’Accademia di Babele di Ancona.

Iniziativa moderata dal dottor Roberto Festa, balzato alle cronache alcuni anni addietro quando consegnò 1450 pannolini alla consigliera dem Manuela Bora in una rimostranza antiaborto. Una volta diffuso quel manifesto, però, i dirigenti di Fdi si sarebbero accorti e avrebbero storto il naso, tanto da richiederne una tempestiva modifica. E allora via alla locandina numero due, quella in cui non sono presenti i nomi degli stessi Acquaroli, Leonardi e Ciccioli, sostituiti da una semplice voce "saluti istituzionali".

Il pasticcio, però, era già fatto. E così il Pd ha sparato ad alzo zero: "Siamo molto preoccupati che rappresentanti istituzionali presenzino ad iniziative antiabortiste che puntano a limitare sempre di più alle donne il diritto alla libera scelta e all’autodeterminazione", si è letto in una nota del gruppo dem, che nonostante le turbolenze interne con la segreteria pare aver ritrovato unità nell’attaccare la maggioranza.

Dunque, ha puntato il dito su Festa, presidente del Centro Aiuto alla Vita ‘L’ascolto’ di Loreto, che "tre anni fa indirizzò un carico di 1450 pannolini alla consigliera Pd Manuela Bora, ‘uno per ogni bambino abortito nel 2019’. Vogliamo ricordare che in quel gesto intimidatorio tenutosi nel piazzale ‘Emanuela Loi’ di Palazzo Leopardi venne coinvolto anche il figlio di 8 anni e una ragazzina minorenne. Venne letto un testo nel quale si affermava che ‘chi difende l’aborto ha le mani sporche di sangue’".

Per i dem, "sono queste le posizioni che difende il dottor Roberto Festa ed evidentemente anche gli esponenti marchigiani di Fratelli d’Italia: che fossero antiabortisti convinti lo sapevamo già, ma che condividessero azioni e modalità violente come quelle messe in atto nel gennaio 2021 è una novità molto triste".

A difesa della posizione degli esponenti di Fdi è intervenuto Carlo Ciccioli, capogruppo in Regione: "Abbiamo fatto cambiare il manifesto perché nessuno di noi è relatore – ha precisato al Carlino –, ma solo saluti istituzionali come ai congressi medici, ai convegni culturali e agli incontri sportivi".