Il Tribunale civile di Ancona conferrma il sequestro cautelativo della maxi eredità da circa un milione di euro complessivo respingendo il ricorso presentato per annullare il provvedimento del giudice monocratico, in attesa del pronunciamento nel merito previsto nei prossimi mesi, o forse anni. Confermato, dunque, dal collegio della Corte d’Appello del Tribunale civile di Ancona guidato da Andrea De Sabbata il congelamento del robustissimo lascito di un 66enne jesino, che tramite testamento aveva destinato tutti i suoi averi ad una badante rumena 42enne e alla sua amica connazionale di undici anni più giovane. L’atto è stato firmato nel 2018, mentre il decesso è avvenuto a marzo 2020 e ben presto le quattro cugine - tre residenti a Jesi, una ad Ancona - hanno presentato, in qualità di eredi naturali dell’uomo, celibe e senza figli, richiesta di invalidare il testamento. In totale si tratta di un’eredità di circa un milione di euro in denaro a cui aggiungere la proprietà di un appartamento a Jesi. In buona sostanza le parenti del deceduto, assistite dall’avvocato Luigi Fiori, sostengono la tesi di un simil-raggiro, in quanto a loro dire l’uomo non sarebbe stato nelle condizioni di intendere e volere. Il legale della controparte Gabriele Galeazzi si dice, invece, pienamente in grado di dimostrare il contrario.