Ancona, 18 settembre 2020 - «I timori non sono ancora passati per i rischi sulla salute pubblica, ma intanto il fatto che l’indagine sulla presenza di acido cianidrico nell’atmosfera (foto) non abbia rilevato valori importanti è motivo di soddisfazione. Fino a domenica, quando avremo tutti i risultati completi anche delle altre valutazioni, in particolare sulla natura dei metalli e sulle diossine, non ci esaltiamo. Grazie a tutti i miei collaboratori che dall’altra sera lavorano senza sosta e andranno avanti per rilevare eventuali altre sostanze. Lo stiamo facendo per la città e per gli anconetani".

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Giancarlo Marchetti, direttore dell’Arpa Marche, non tira ancora un sospiro di sollievo, ma è chiaro che aver limitato la paura per gli eventuali danni provocati dalla combustione delle balle di gommapiuma pressata (poliuretano) lo hanno sollevato (video): "È vero, il rischio dell’acido cianidrico nell’aria ci preoccupava non poco, ma i valori emersi dall’indagine, anche con il rilevatore all’origine dell’incendio, ci hanno tranquillizzato – aggiunge Marchetti – Altro dato importante, e questo lo dico per sgomberare il campo da equivoci, non è bruciata neppure una fibra di amianto. Quel minerale è stato tolto dalla struttura anni fa. Le polveri sottili? Il valore massimo rappresenta qualcosa di molto simile a due sigarette fumate in un ambiente chiuso". Sono stati presentati ieri dall’Arpam i dati riscontrati da mercoledì mattina nell’aria di Ancona dopo il vasto incendio che ha bruciato un’area di 40mila metri quadrati del porto.

Fuoco e fiamme (Ansa)

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Marchetti entra nel dettagli dei valori dell’acido cianidrico e delle polveri sottili: "Dai campionamenti effettuati – spiega – non è presente in 5 punti della città, mentre lo è in minima parte sul punto dell’incendio. Tuttavia, essendo molto basso, è rimasto circoscritto. A tutela della sicurezza delle persone faremo una seconda indagine di controllo. Non ci dovrebbero essere sorprese, ma vogliamo essere sicuri di quanto fatto. Entro domenica daremo i valori di quello che si è respirato dalle 4 della mattina dell’incendio. Un dato significativo è che abbiamo una stazione fissa a Cittadella, zona porto, che registra il valore del pm 10 giornaliero e uno orario del pm 1. Il valore del pm che è scattato a mezzanotte prima dell’incendio fino a mezzanotte della notte scorsa è stato di 91, quando il limite è 50. Il limite, però, può essere superato dalle città 35 volte in un anno. Il pm 1 ha avuto un picco la mattina dell’incendio e poi è andato via via abbassandosi. Stamattina alle 5 (ieri, ndr) il valore è tornato su fino a 50 per il fenomeno dell’inversione termica e probabilmente potremmo sentire odore di bruciato anche nei prossimi giorni, sebbene l’incendio sia ormai spento".

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