PIERFRANCESCO CURZI
Cronaca

Le strategie del Comune per lo scalo: "Sarà una grande piazza sull’acqua"

Ecco raccomandazioni e condizioni poste all’Autorità portuale nel documento dell’amministrazione

Le strategie del Comune per lo scalo: "Sarà una grande piazza sull’acqua"

Le strategie del Comune per lo scalo: "Sarà una grande piazza sull’acqua"

Un’agorà per gli anconetani tra città e porto. E’ l’elemento più suggestivo che emerge nelle osservazioni inviate dall’amministrazione comunale guidata da Daniele Silvetti all’Autorità portuale di Sistema portuale del Mare Adritico in merito al Documento di programmazione strategica che ridisegna lo scalo anconetano. Il Comune nel suo parere favorevole inserisce alcune "raccomandazioni" e "condizioni" su poco meno di una decina di punti dell’intero documento. In primis viene ribadita la necessità di bloccare la realizzazione del Molo Clementino fino a quando non arriverà il parere ministeriale. Un dato emerso più volte in questi giorni e che viene ribadito nel parere dell’amministrazione comunale. Altro punto centrale è l’importanza della connessione tra porto e città. Questione dibattuta da anni. Ora si punta a "favorire lo sviluppo di attività di tipo ricreativo, del tempo libero e turistiche. In questa ottica, dunque, risulta strategico la rivisitazione dell’assetto funzionaleoperativo dell’infrastruttura. Va rappresentato che tale valorizzazione renderà il Porto storico accessibile dalla cittadinanza e dai turisti così da renderlo una vera e propria "piazza sull’acqua".

Cambiano il nome e le suggestioni, ma il vecchio pallino di realizzare una sorta di ‘Piazza sull’acqua’ dove allargare i confini cittadini in rapporto allo scalo dorico resta costantemente al centro delle attenzioni. Dal Prp del 1988 – il Piano regolatore del porto al Dpss – il Documento di programmazione strategica –, step propedeutico alla stesura del nuovo piano di cui la città ha sempre più urgente bisogno. Nulla cambia, tutto si trasforma, ma intanto qualcosa sotto il profilo di quel vecchio progetto, inizia a intravedersi. Stiamo parlando dei cantieri, ormai partiti da mesi, per l’intervento dell’ITI Waterfront tra il Sacello medievale di Palazzo degli Anziani e la ‘piazza’ appunto tra gli scavi del porto Traianeo e la Casa del Capitano. Un progetto voluto dalla vecchia amministrazione comunale e che la nuova sta portando avanti.

Oggi l’idea suggestiva dell’agorà tra centro storico e porto si chiama ‘Piazza sull’Acqua’, all’epoca, quando ancora non esistevano le Autorità portuali, si chiamava ‘Piazza sul Mare’. La chiave resta rendere accessibile il porto storico a cittadini e turisti, per arrivare, finalmente, al concetto di ‘piazza’. Oltre al progetto dell’ITI Waterfront non va dimenticata la trasformazione di gran parte del cosiddetto Porto Antico da area di lavori pesanti e attività merci a spazio aperto per la cittadinanza. Dove, fino al 2015, si lavorava tra ferro e gru, oggi si può passeggiare.

Tornando all’analisi del Dpss, il documento – 192 pagine in cui si analizzano tutti gli aspetti dei 7 porti che compongono la Adsp del Medio Adriatico – per il porto di Ancona analizza 9 obiettivi imprescindibili. Su questo il Comune di Ancona interviene indicando alcune priorità:

spostamento del porto commerciale verso la banchina Marche e realizzazione della cosiddetta

‘Penisola’; Trasferimento dei traghetti dalla banchina del porto storico all’area ex Silos; Intraprendere tutte le azioni, politiche e amministrative, necessarie al fine di interrompere l’iter di realizzazione della banchina per le grandi navi da crociera al molo Clementino; Monitoraggio e previsione della qualità dell’Aria, Mitigazione delle emissioni in aria, adattamento e prevenzione; Croceristi: sviluppare accordi, elettrificare banchine, Rafforzare l’accoglienza; Concertare con AdSP la definizione di una mobilità sostenibile che tenga conto dei fattori Porto, intermodalità e grande viabilità.

Infine nella delibera di giunta relativa al parere da consegnare all’Authority si sollecitano alcune "interazioni" tra zone attualmente di carattere portuale a zone "miste", come ad esempio quella del Mercato Ittico.