L’ex boss della Magliana dato per morto: “Ma era solo una bufala”

Antonio ‘Nino’ Mancini da anni vive a Jesi dove fa anche volontariato. “I tanti messaggi mi hanno fatto capire quello che di buono ho fatto in questa seconda parte della mia vita, senza mai dimenticare il male”

Antonio 'Nino' Mancini ora e ai tempi della Banda della Magliana

Antonio 'Nino' Mancini ora e ai tempi della Banda della Magliana

"All’inizio pensavo ad uno scherzo. Uno, due, tre messaggi poi ho capito che c’era qualcosa che non andava. Un giornalista che tra l’altro ha anche il mio numero di telefono, senza verificare la notizia, l’ha diffusa scatenando un putiferio. Mi sono arrabbiato ma sono anche felice dell’affetto ricevuto". A parlare è Antonio (per i più Nino), Mancini, l’ex boss della banda della Magliana, dato per morto da alcuni giornali ed agenzie martedì sera. Il morto in realtà era un altro ex componente della Magliana Luciano non Antonio Mancini, detto ‘er Principe’, ad 88 anni. L’ex boss della banda della Magliana è diventato collaboratore di giustizia (era il 1994) e da tempo vive a Jesi dove per anni ha svolto servizi di volontariato come aiutare i disabili guidando il pulmino.

Nino Mancini come sta? La domanda è d’obbligo...

"Bene, certo la notte insonne e il telefono che continua a squillare di continuo non mi fa sentire al massimo. Ho ricevuto centinaia di messaggi e chiamate. Sono esausto stamattina, mi hanno suonato a casa alle 7 per capire se fosse vero che ero morto. Ho passato la notte al telefono con i miei nipoti e le mie figlie, una che vive nelle Marche e l’altra a Roma. Ci sentiamo raramente ma mi hanno chiamato disperate. All’inizio mi sono arrabbiato e ho scritto quello che pensavo al responsabile che già conoscevo ed aveva il numero per verificare la notizia. In ogni caso mi hanno chiamato persone che non sentivo da tempo, moltissimi si sono preoccupati leggendo l’incredibile bufala".

Si è arrabbiato?

"Io sono un tipo giocoso, dico sempre che a me non mi tocca viaggiare, io non ci vado, sto bene qua, però mi sono incazz... quando mi ha chiamato mia figlia che assieme alle mie nipoti piangeva".

Pensa di adire le vie legali?

"No, mi sono rivolto direttamente all’interessato per fargli capire cosa si prova. Del resto viste le reazioni ho capito che al mio funerale saranno in tanti. Del resto sarebbe carino vedere chi verrebbe al tuo funerale (ride, ndr). Tra l’altro hanno scritto che sono morto a 85 anni (lui ne ha 75, ndr)... Pertanto c’ho altri dieci anni assicurati".

Molti anche via social hanno smentito subito la notizia giurando di averla vista in giro per Jesi poche ore prima...

"Ma certo. Molti mi hanno chiamato e hanno tirato un sospiro di sollievo, qualcuno è persino arrivato a casa per sincerarsi delle mie condizioni. Ho ricevuto chiamate e messaggi da persone che non sentivo da decenni. Questo mi ha fatto toccare con mano quello che di buono ho fatto in questa seconda parte della mia vita, senza mai dimenticare il male. C’è persino chi mi ha fatto le condoglianze e anche sulla mia pagina Facebook mi hanno dato per morto. Speriamo che almeno questa esperienza mi allunghi la vita".

Ma cosa fa Nino Mancini oggi?

"Dopo aver dovuto lasciare i disabili che portavo in giro con il pulmino, al raggiungimento della pensione, ho prestato volontariato alla Caritas di Jesi dove mi sono occupato del vestiario da distribuire a chi non ha nulla. Ho visto persone senza nulla chiedere aiuto e ho fatto quello che potevo. Ora nel mio quotidiano cerco di aiutare chi ha bisogno. Anche allungare due euro a chi tende la mano lungo corso Matteotti o al Campo Boario, quello che posso. Ripenso anche a quanto di brutto ho fatto nella prima parte della mia vita. Sto scrivendo un nuovo libro che mette al centro gli anni della criminalità e gli stessi criminali, ma non posso ancora svelare di più".