Ancora lividi per le botte del marito: ma lei invia la foto a un carabiniere

Dopo anni di violenze, la donna ha trovato il coraggio di chiedere aiuto, anche grazie a una vicina di casa che lavora nei servizi sociali

Una manifestazione contro la violenza sulle donne

Una manifestazione contro la violenza sulle donne

Ancona, 22 febbraio 2024 – Non ci sarebbe stato giorno in cui il marito, senza un apparente motivo, le alzava le mani anche se era semplicemente nervoso. Calci, pugni, schiaffi che arrivavano alla donna come una sorta di punizione se lei non lo assecondava.

A rimetterci erano anche i figli, un maschio e una femmina, minorenni, che vedendo la mamma in difficoltà intervenivano per aiutarla e le botte toccavano anche a loro. Un rapporto di sudditanza che sarebbe iniziato quasi subito dopo le nozze e anche con il trasferimento dalla Campania nelle Marche.

Arrivata ad Ancona, dove il nucleo familiare si era stabilito, la donna era riuscita a confidarsi con un carabiniere senza però mai arrivare a sporgere denuncia. A settembre del 2020 il marito le ha lasciato un grosso livido, per una ginocchiata che le ha dato all’addome. Fotografata la ferita con il cellulare l’ha mandata al carabiniere che aveva conosciuto, tramite whatsapp. Una richiesta di aiuto per mostrargli cosa l’uomo le aveva fatto.

Anche in quella occasione però non aveva voluto denunciarlo ma lo ha fatto una vicina di casa, diventata amica della donna e dei suoi figli. Sentiva le liti in casa e poco a poco è riuscita a farsi raccontare cosa succedeva all’interno della famiglia e ha denunciato lei quell’uomo violento. Con l’accusa di maltrattamenti aggravati in famiglia il 42enne, napoletano, è finito a processo davanti al collegio penale presieduto dal giudice Carlo Cimini.

Durante le indagini è stato trovato anche a cedere droga (hashish) ad un cliente abituale ed è stato accusato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini dello spaccio. Con la denuncia della vicina di casa, che lavora nei servizi sociali, l’imputato, difeso dall’avvocato Nicoletta Pelinga, è stato allontanato con un divieto di avvicinamento alla moglie, 45 anni, e ai due figli.

Ieri hanno testimoniato in aula il carabiniere che ha ricevuto le foto dei lividi e la vicina di casa. Quest’ultima ha riferito che il 42enne aveva istallato fuori dall’appartamento delle telecamere per vedere sempre chi suonava e se erano le forze dell’ordine.

Nel processo mamma e figli si sono costituiti parte civile, la prima con l’avvocato Boncristiano, i secondi con l’avvocato Edoardo Massari.

Prossima udienza l’8maggio.