PEPPE ERCOLI
Cronaca

Morti sospette alla rsa, Wick e la battaglia legale: condannato per peculato

E’ diventata definitiva la sentenza del febbraio 2021: nella sua casa trovarono materiale della casa di riposo. Anche le parti civili contro l’assoluzione

L'infermiere Leopoldo Wick

L'infermiere Leopoldo Wick

Ascoli, 21 maggio 2024 – E’ diventata definitiva la sentenza che a febbraio 2021 il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Ascoli Rita De Angelis emise condannando a dieci mesi di reclusione Leopoldo Wick, l’infermiere assolto dalla Corte d’Assise d’Appello di Ancona per le morti sospette alla Rsa di Offida.

La Cassazione ha reso definitiva quella sentenza riconoscendolo colpevole di peculato. Quando i carabinieri andarono nella sua abitazione a Grottammare per una perquisizione vi trovarono infatti materiale di proprietà della casa di riposo: in particolare vennero rinvenuti lacci emostatici, cateteri, siringhe che, secondo l’impianto accusatorio della Procura di Ascoli, l’ascolano avrebbe prelevato indebitamente nella Rsa dove lavorava ad Offida.

Dopo l’assoluzione ottenuta davanti alla Corte d’assise d’Appello di Ancona Leopoldo Wick è stato reintegrato al lavoro ed è stato assegnato ad un compito non prettamente a stretto contatto con il pubblico. Dopo la condanna, l’Ast attiverà un provvedimento disciplinare a suo carico.

Intanto anche le parti civili dell’inchiesta sulle morti sospette si sono associate al ricorso della Procura generale di Ancona che ha chiesto alla Cassazione di annullare la sentenza di assoluzione emessa dalla Corte d’Assise d’Appello di Ancona nei confronti di Wick; l’impugnazione riguarda sei casi di omicidio e uno di tentato omicidio. Il ricorso dei familiari è limitato alle finalità civilistiche, inerenti quindi il risarcimento danni.

La Corte d’Assise di Macerata, nel condannare Wick nel processo di primo grado, aveva complessivamente assegnato alle parti civili una provvisionale di 710 mila euro. A queste si aggiungevano altri 103mila euro di spese legali (comprese le spese forfettarie); per cui l’esborso finale per la provvisionale stabilita a seguito della sentenza di primo grado era di 813mila euro, senza contare le spese legali proprie dell’Asur.

Dopo il deposito delle motivazioni della sentenza di condanna di Wick, l’Asur ha iniziato a pagare le somme spettanti alle parti civili. Un esborso che andava diviso in parti uguali fra l’imputato Wick e l’Asur, chiamati a risarcire ’in solido’ i familiari delle vittime. Ma Wick non è assolutamente in grado di partecipare al pagamento per cui l’Asur ha anticipato la somma e, secondo prassi, poi potrà comunque rivalersi sul suo dipendente. La sentenza assolutoria del processo di Appello ha annullato le provvisionali coi familiari invitati a restituire i soldi percepiti nel frattempo.