Scontro diretto a L’Aquila: "La Samb se la giocherà"

Il presidente Massi ci crede: "Lo avevo detto che sarebbe stata una cosa a tre, noi ce l’abbiamo messa tutta, adesso vediamo come andrà a finire" .

Scontro diretto a L’Aquila: "La Samb se la giocherà"

Il presidente della Samb Vittorio Massi

"Lavoriamo per crescere, devo dire che noi ce l’abbiamo messa tutta, vediamo come finisce quest’anno, ma al di là del risultato noi ci saremo. Speriamo nell’appoggio di tutti, noi il nostro lo abbiamo fatto, abbiamo presentato progetti e costruito una squadra forte. Dopo la partita persa a Campobasso dissi che saremmo stati in tre a giocarcela. Devo dire che su questo ci ho preso". Così il presidente Vittorio Massi a margine della conferenza stampa di presentazione, ieri mattina, del progetto di riqualificazione del campo Ciarrocchi. "Io ci ho sempre creduto - ha continuato guardando al primo posto -, sono un tifoso anche se mi rimproverano di esserlo troppo e di parlare in dialetto, ma io sono fatto così e parlo ai sambenedettesi". Il riferimento è all’ultima intervista rilasciata a caldo dopo la sconfitta interna con il Notaresco, quella in cui puntava il dito sull’insistenza dei procuratori per l’impiego di alcuni calciatori. Ora la Samb ha i due confronti diretti, il primo domenica a L’Aquila, sette giorni dopo, in casa con il Campobasso. La Samb è scesa al terzo posto ma tutto può ancora cambiare. "Andremo a L’Aquila - ha detto ancora Massi - a giocarcela. Prima ricorderemo le vittime del terremoto del 2009 e siamo grati di partecipare a questa iniziativa e poi penseremo alla partita. Ce la metteremo tutta e ce la giocheremo spensierati". Polverizzata in meno di un’ora la prevendita dei 500 biglietti riservati ai tifosi della Samb per la sfida del Gran Sasso d’Italia. "È tutto molto bello – è andato avanti il patron rossoblù -, so che si è già cominciato anche a prenotare i biglietti per la gara con il Campobasso (la prevendita dovrebbe partire domani, ndr). C’è grande entusiasmo". Pentito della scelta di esonerare Maurizio Lauro? "No - la risposta -, non è stata una scelta avventata. Non mi sono fatto trasportare dalle emozioni o dalla gente. Anzi, quel giorno stavo andando in montagna. Ho fatto cinque ore di viaggio parlando solo di questa decisione da prendere. Prima di nominare Alessandrini, tanti allenatori si sono proposti per allenare la Samb. Gentilini? Io non ci ho mai parlato. C’era bisogno di una sterzata, così come c’è stato bisogno di una ulteriore sterzata dopo il pareggio di Piedimonte Matese quando abbiamo deciso di richiamare Lauro. Poi, non è detto che se fosse rimasto avremmo vinto a Termoli e perso con il Notaresco. Probabilmente qualche ragazzo non era abituato a sentire la pressione. Ma ci sono tante situazioni che possono decidere una partita". Massi ci crede e a tal proposito ricorda la promozione del Porto d’Ascoli in serie D. "A tre partite dalla fine avevamo cinque punti di distanza dalla prima. Finimmo il campionato primi e andammo in finale per la differenza reti". Oggi mancano 5 gare da giocare e la Samb deve recuperare 5 punti sul Campobasso. I prossimi due scontri diretti saranno decisivi.

s. v.