Art City Bologna 2023 programma, la mappa degli eventi in città

Da venerdì ecco la storica kermesse che si espande in sedi inconsuete fra città e provincia. E il 4 febbraio torna la notte bianca

In grande, un’immagine di ’Have a good day!’ (Modestas Endriuška). A destra, ’Atlantide’ di Yuri Ancarani (courtesy l’artista). Più in piccolo: l’immagine coordinata, realizzata da Casella e Tappi per Art City e ’BSTRD’ di Katerina Andreou (Foto Jacob Garet)

In grande, un’immagine di ’Have a good day!’ (Modestas Endriuška). A destra, ’Atlantide’ di Yuri Ancarani (courtesy l’artista). Più in piccolo: l’immagine coordinata, realizzata da Casella e Tappi per Art City e ’BSTRD’ di Katerina Andreou (Foto Jacob Garet)

Bologna, 25 gennaio 2023 - Come ha riconosciuto ironicamente il presidente di BolognaFiere Gianpiero Calzolari , "sulla cartina di Art City non c’è più posto per altri pallini". E ha ragione, perché l’undicesima edizione della kermesse al via venerdì conta 147 eventi su sei paginette, che raggiungono luoghi ormai cari al progetto curato dal direttore del MamBo Lorenzo Balbi – come Palazzo De’ Toschi, Padiglione de L’Esprit Nouveau, Alchemilla o Laboratorio degli Angeli epicentri dei main project, musei, fondazioni, gallerie del circuito associativo bolognese e indipendenti –, ma anche spazi espositivi che divengono tali in questo specialissimo momento dell’anno.

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Art City 2023, la mappa degli eventi fra Bologna e provincia

E nel 2023 si aggiungono alcune destinazioni inedite proprio per ospitare alcuni dei tredici grandi eventi. Come Teatri di Vita, dove prenderà forma lo special project delle tre artiste lituane Vaiva Grainytë , Lina Lapelytë e Rugilë Barzdþiukaitë , ‘leonesse’ d’oro alla Biennale veneziana del 2019 e con un senso per l’arte e la performance davvero sorprendente. In questa occasione portano a Bologna Have a Good Day! , un’opera lirica contemporanea per dieci cassiere in cui ognuna rivela una sorta di figura archetipica della nostra società.

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New entry anche per il quinto piano del nuovo parcheggio della stazione, dove, invitata da Xing , arriverà la coreografa greca Katerina Andreou , il Cassero con Nathalie Djurberg , i Bagni di Mario (Conserva di Valverde) con Dominique White e Kappa-Noun a San Lazzaro di Savena, spazio di Marco Ghigi , che propone, espande e sconvolge la percezione dello spazio in opere astratte minimaliste che confinano con scultura, pittura e installazione. La città metropolitana è in sé una nuova proposta geografica di Art City, che ci porta a raggiungere l’area Zerouno di Prunaro di Budrio con la personale di Giulio Golinelli , la Casa della Cultura Italo Calvino di Calderara dove si vedono le opere di Daniele Catalli Delle città come dei sogni , l’Interporto a Bentivoglio con l’urban art di JOYS, MONEYLESS, ZED1, ETNIK e anche la Rocca di Bentivoglio con Shooting Stars di Antonello Ghezzi .

Bisognerà gettare i dadi e capire dove andare col tempo che si ha a disposizione, fino al 5 febbraio. L’undicesima edizione, che riporta Art City (come Arte Fiera) alla normalità dell’inverno, è stata frutto di un grande entusiasmo partecipativo, soprattutto se si pensa che solo la scorsa primavera, tutti gli spazi storici si erano dati da fare con l’edizione insolita della settimana artistica. "Sono convinto– racconta Balbi, che per primo ha postato su Instagram la sua foto con la stella simbolo della kermesse, che si può ottenere scaricando l’applicazione #ACB23 sul profilo digitale – che una cosa così sia possibile solo a Bologna, per la sua dimensione che dà la giusta lucidità per mettere insieme le cose". Per opere, artisti e forze, si tratta di un’edizione che non ha precedenti e che il 4 febbraio raggiunge l’apice con la notte bianca. È davvero il festival dell’arte che porta l’appassionato o il visitatore casuale a scoprire l’ignoto, Art City. Come non proprio decifrabile è spesso un’opera d’arte contemporanea. Ecco perché l’immagine coordinata, curata da Casella e Tappi, ricorda Balbi, vede esseri e mostriciattoli neri su sfondo giallo chartreuse (tra giallo e verde). Per i cartografi stavano a indicare le terre non conosciute e oggi servono a evidenziare i luoghi sconosciuti, che sono nuove scoperte e che nell’immaginario citano pure Ulisse Aldrovandi.

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