Bolognetti, ‘sfratto’ per Làbas. Lepore: "Un sindaco ha cose più importanti a cui pensare"

Il Tar imbarazza il Comune. Il primo cittadino prende tempo e punta il Consiglio di Stato. Il collettivo: "Restiamo qui e disobbediremo". I vincitori del ricorso: "Palazzo d’Accursio ottemperi la sentenza e liberi gli spazi dal primo di aprile"

Sfratto per Làbas

Sfratto per Làbas

Bologna, 20 marzo 2024 – “Nell’agenda del sindaco questo argomento è al centesimo posto rispetto all’alluvione e a tutti gli altri problemi che hanno i cittadini". Il Comune non ha preso benissimo, per usare un eufemismo, il cartellino rosso sventolato dal Tar all’associazione ‘Nata per sciogliersi’, nella sostanza il collettivo Làbas, che si è vista annullare l’assegnazione dei suoi attuali locali in Vicolo Bolognetti 2. Un bel colpo di scena, raccontato ieri dal Carlino. L’amministrazione è in imbarazzo – letta o davvero "non ancora letta" la sentenza di merito del giudice amministrativo, poco rileva –, tanto che il sindaco Matteo Lepore ieri ha preferito minimizzare, tagliare corto, togliere importanza.

Però si tratta di una rumorosa sconfitta di Palazzo d’Accursio in un procedimento legato al bando per un importante immobile pubblico. Solo un alieno arrivato ieri da Saturno può non sapere di quasi un decennio di dibattito sull’assegnazione di quegli spazi. Che il collettivo Làbas non intende lasciare, come spiegato ieri sera in un video su Instagram. "Noi disobbediremo, non ce ne andremo – hanno puntualizzato gli attivisti –. Continueremo senza tregua, senza sosta. Ci sono leggi che vanno oltre i codici, quelle della giustizia sociale, della dignità e della lotta. Noi non ci possiamo fermare. E’ una promessa, è un impegno. Domani (oggi, ndr) alle 22 prenderemo parola alla luce del fuoco del Newroz (oggi cade il Capodanno persiano, ndr)". Il Comune, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di accompagnare il collettivo alla porta e proverà a prendere tempo. Molto probabile, a questo punto, il ricorso al Consiglio di Stato – l’amministrazione ha 60 giorni –, ma Lepore prima deve vedere gli avvocati e studiare meglio il da farsi. La richiesta di ottemperanza che arriverà a breve da parte dei ricorrenti vincitori – la sentenza di merito del 25 gennaio 2024 è immediatamente esecutiva – potrebbe quindi accelerare alcuni meccanismi. Tornando a Lepore, il sindaco ieri ha ripetuto due volte lo stesso concetto. "Abbiamo la possibilità di fare ricorso, lo valuteremo". Non ha invece risposto ("Non ho ancora letto la sentenza, io sono un sindaco, non un opinionista") alla domanda sull’opportunità della ‘mossa’ che i legali di Palazzo d’Accursio hanno tentato – potendolo fare – durante il giudizio al Tar, chiedendone l’interruzione a causa della morte di Otello Ciavatti, legale rappresentante del Comitato piazza Verdi e tra i vincitori del ricorso. Richiesta negata dai giudici.

Tra i ricorrenti vincitori c’è anche Carlo Terrosi, rappresentante dell’associazione Boart che si era opposto alla pronuncia del novembre 2019 con il Comitato piazza Verdi, Youkali e Vicolo stretto. "Il Comune a nostro avviso non può che ottemperare", scrive in una nota Terrosi. Per cui l’amministrazione deve "aggiudicare alle associazioni il bando relativo alla gestione gli spazi di vicolo Bolognetti" e di conseguenza "consentire un rapido subentro delle associazioni nella gestione degli spazi", a partire "dall’1 di aprile". Per Terrosi "ulteriori ritardi non sarebbero giustificati, essendoci ora una sentenza", continua nella nota, rimarcando che da quattro anni "un soggetto privato gode illegittimamente di quegli spazi". Aggiunge l’associazione: "Essendo quella aggiudicazione illegittima, ciò implica che ha usufruito degli spazi non il progetto più rispondente all’interesse pubblico e ciò va a rappresentare un evidente danno, sociale, culturale e anche erariale per la città di Bologna che non può essere ulteriormente prolungato".

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