Caso Sacrati, via all’autopsia: venti giorni per scoprire la verità

Prelevati i tessuti per l’esame tossicologico: l’obiettivo della famiglia è fugare ogni dubbio sul suo decesso

Caso Sacrati, via all’autopsia. Venti giorni per scoprire la verità

Caso Sacrati, via all’autopsia. Venti giorni per scoprire la verità

Bologna, 2 marzo 2024 – È iniziata l’autopsia sulla salma di Gilberto Sacrati, l’ex patron della Fortitudo morto a 63 anni il 23 febbraio scorso nell’appartamento in cui stava scontando la detenzione domiciliare dopo la condanna per il crac della Effe e della sua società immobiliare Ripresa.

La figlia maggiore dell’uomo, tramite il proprio avvocato Gabriele Bordoni, nei giorni scorsi ha infatti chiesto e ottenuto che la Procura riformasse l’iniziale ’no’ (dettato dal fatto che il decesso era stato ritenuto per cause naturali) e disponesse quest’esame sul corpo di suo padre, a seguito dei dubbi da lei stessa sollevati sulle circostanze in cui era avvenuta la morte del genitore. In particolare, la presenza di soprammobili infranti in casa e la testimonianza ritenuta lacunosa della donna che era con lui durante i suoi ultimi istanti.

Tutte queste perplessità sono state state riunite in una segnalazione presentata in Procura dall’avvocato Bordoni, a seguito della quale il pm Giampiero Nascimbeni ieri l’altro ha appunto acconsentito all’autopsia, eseguita dal medico legale già nominato dalla famiglia, Matteo Tudini. Questi, dopo un primo esame esterno eseguito sulla salma mercoledì, aveva potuto escludere la presenza di segni di violenza, ma non di intossicazioni o di un arresto cardiaco. Da ciò la richiesta al pm di poter proseguire con le analisi.

Così, ieri pomeriggio è iniziata l’autopsia: il medico ha prelevato dalla salma i tessuti e le componenti biologiche necessarie all’esame tossicologico. Risultati attesi in circa 20 giorni.

Resta invece in forse l’ipotesi di un’analisi anatomopatologica più approfondita sul corpo, esame irripetibile e impossibile da eseguire all’obitorio. I familiari sarebbero per il momento orientati nel mantenere la salma del loro caro in condizioni di conservazione, in attesa che gli esiti delle operazioni di ieri rivelino se l’ulteriore esame, da eseguire necessariamente al Sant’Orsola, sarebbe necessario o meno.

All’ultimo saluto dell’imprenditore si penserà solo alla fine di questo percorso: Sacrati aveva dato disposizione di essere cremato.

Nel frattempo, l’avvocato Bordoni resta in attesa di risposte relative all’analisi dei tabulati dei cellulari interessati alle ultime ore di vita del suo ex assistito, richieste alla Procura sempre nei giorni scorsi.

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