Castello di Serravalle comprato da un americano: la storia dal Medioevo a oggi

Il palazzo Boccadiferro è ora di proprietà di un avvocato: tutto il borgo però sorge su fondamenta romane e custodisce leggende e racconti

Il borgo medievale e il castello di Serravalle a Valsamoggia (Bologna)
Il borgo medievale e il castello di Serravalle a Valsamoggia (Bologna)

Bologna, 2 febbraio 2024 – È stato acquistato da un avvocato americano il palazzo Boccadiferro, edificio storico del castello di Serravalle, il borgo medievale al confine tra l'area bolognese e quella modenese, nella valle del Samoggia.

L’edificio era stato messo in vendita quattro anni fa dalla famiglia bolognese Cavazzoni-Pederzini, non si sa ancora molto del nuovo proprietario, ma intanto la storia di Serravalle è affascinante, innanzitutto, per la sua antichità. E poi anche per le leggende, tra cui quella che parla di una sosta di Carlo Magno al Castello di Serravalle durante il suo viaggio verso Roma.

La storia di Serravalle

Il borgo fu costruito nel Medioevo su fondamenta romane. Nel 1227 si costituì ufficialmente come Comune dopo essere stato un feudo di Matilde di Canossa. Conteso per la sua posizione strategica dalla ghibellina Modena e dalla guelfa Bologna, i bolognesi vennero sconfitti nel 1325 nella battaglia di Zappolino.

Bologna però ne assunse il controllo, dopo altre numerose battaglie. Come riporta il sito ‘Storia e memoria di Bologna’ “fece poi parte dello Stato Pontificio e venne annesso al Regno d'Italia dopo il 1859. Centro di lotte sociali e politiche dalla fine dell'Ottocento, i socialisti conquistarono il comune nel 1905 e nel 1914”.

Il borgo oggi

Il borgo, che mantiene ancora il suo fascino medievale, è costituito da diverse strutture, come il Cassero, che venne eretto nel 1304 e che è tuttora l’accesso principale al castello e si presenta come una torre senza coperto; la Rocca, cioè un edificio sempre adibito ad usi militari e la cui versione duecentesca venne abbattuta nel 1451, ma che venne ricostruito a partire dal 1527 e che oggi è di proprietà privata; il palazzo Boccadiferro, che fu di proprietà della nobile famiglia dei Boccadiferro dal 1360 fino alla fine dell’800.

È quest’ultimo in particolare protagonista di questi giorni per il suo acquisto, appunto, da parte di un avvocato americano. Nacque come castello, fu poi adattato a dimora gentilizia intorno al ‘500. C’è anche una leggenda che lo coinvolge: si dice infatti che nella rocca vagano ancora le anime delle mogli del crudele Boccadiferro. Come si legge sul sito ‘Corti, chiese e cortili di Valsamoggia’: “Nelle notti di maggio i loro spettri escono a cercare vendetta, spargendo nel borgo un misterioso profumo, mentre nella torre del castello echeggiano ancora i lamenti di Boccadiferro, a sua volta ucciso dalla tredicesima e più furba moglie”.

Nel cuore del borgo, inoltre, c’è anche il duecentesco palazzo comunale, chiamato anche Casa del Capitano (fu edificata nel 1235), che fu sede della magistratura del Capitano della Montagna occidentale. Oggi si compone di una torre campanaria (che aveva anche funzione di torre di avvistamento) e di una loggia da cui si accede all’Ecomuseo della Collina e del Vino.

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