Cau, 5 nuovi centri a Bologna (tra cui al Maggiore e al Sant’Orsola): ecco quando e dove

A maggio apriranno i pronto soccorso per le urgenze da codice bianco e verde nei due ospedali e a San Lazzaro, entro ottobre alla Casa della Comunità Chersich e a Bentivoglio. L’attesa media è di poco superiore a un’ora

Bologna, 4 aprile 2024 - La Regione continua a puntare sui Cau e la rete bolognese si rafforza con l’apertura dei nuovi Centri di assistenza urgenza. Nel 2024 saranno insediati al Maggiore e al Sant’Orsola (entrambi il 13 maggio), oltre ai nuovi centri in provincia nei territori di San Lazzaro, Bentivoglio e Crevalcore. “Un’azione importante, da una parte, per rafforzare il nostro sistema sanitario - puntualizza Raffaele Donini, assessore regionale alle Politiche per la salute - e, dall’altra, per diminuire l’afflusso ai pronto soccorso”.

Il Cau aperto al Navile di Bologna e, nella foto piccola, l'elenco dei sintomi trattati
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Cinque nuovi Cau entro ottobre: ecco dove

La prima fase del piano si completerà entro maggio: il primo Cau sarà collocato vicino al pronto soccorso del Sant’Orsola, temporaneamente al padiglione Albertoni, in attesa di spostarlo nel padiglione Palagi (che ospiterà l’Ospedale di Comunità sostenuto con il Pnrr). Il nuovo Cau nella zona ovest arriverà invece al Maggiore, dove sono già disponibili gli spazi idonei. Per il distretto Savena-Idice, il Cau sorgerà presso la Casa della Comunità di San Lazzaro, al piano terra, in attesa di veder completato l’intervento per la sede definitiva (entro aprile 2025). La seconda fase del piano terminerà entro ottobre, quando arriverà il Cau alla Casa della Comunità Chersich in via Beroaldo, che sarà aperto 12 ore al giorno. Poi il Cau all’ospedale di Bentivoglio. A fine anno, così, tutti i distretti avranno un centro di riferimento, con un Cau ogni 88mila abitanti. Dopo le esperienze a Budrio, Vergato e Casalecchio e quella alla Casa della Salute del Navile, sotto le Torri arrivano così i nuovi centri che, si ricorda, sono a disposizione per dare risposta a problemi di salute urgenti, ma non gravi (codici bianchi e verdi), cioè il 70% dei casi trattati nei pronto soccorso. Sono attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

L’attività dei 4 Cau già operativi

I quattro Cau già operativi hanno dato risposta a 23.128 cittadini, di cui 8.300 al Navile, 6.451 a Budrio, 5.597 a Casalecchio, 2.770 a Vergato. L’attesa media per la presa in carico è poco superiore a un’ora. “A livello regionale - ricorda l’assessore Donini - siamo a quota 120mila accessi”. Più della metà degli accesi riguardano problemi di natura ortopedica e disturbi gastro-intestinali. “Dove abbiamo aperto i Cau - conclude Donini - registriamo anche un calo del 30% ai pronto soccorso”.

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Lepore: “I bolognesi impareranno a conoscere questi strumenti”

“Siamo soddisfatti dopo questa prima fase di rodaggio per aver introdotto un nuovo servizio - sottolinea il sindaco Matteo Lepore -. Nel territorio dove l’attività si è svolta, nonostante i timori iniziali, la risposta è positiva. Al Navile è stato servito un bacino molto importante e ora il servizio andrà riequilibrato sulla base delle nuove aperture”. “Sono tutte aperture propedeutiche alle future aperture delle Case della comunità, legate ai fondi del Pnrr, come quella che apriremo nel quartiere Savena nel 2026 - prosegue il sindaco -. È un allenamento che stiamo facendo per sensibilizzare i cittadini a rivolgersi al servizio, quando non hanno bisogno dei pronto soccorso, distinguendo le diverse linee di approccio. Piano piano i bolognesi impareranno sempre di più a conoscere questi strumenti”.

Bordon: "Si stanno formando circa 200 medici”

“Nei quattro centri abbiamo gestito circa 22mila pazienti e l’obiettivo è che implementando l’offerta arriveremo a gestire circa 200mila persone in un anno - chiosa Paolo Bordon, direttore generale dell’Ausl -. Sono numeri importanti. Per noi è stato fondamentale la repentinità con cui sono state effettuate queste aperture. I cittadini apprezzano il servizio, mentre noi riusciamo a rafforzare l’investimento sulla formazione di giovani medici del territorio che, immaginiamo, resteranno comunque all’interno della nostra comunità di professionisti. Questo per noi è un obiettivo strategico e con questo approccio abbiamo pubblicato il bando per trovare medici da inserire nei nuovi Cau: abbiamo avuto già una disponibilità di oltre 200 medici, per lo più specializzandi, che ora si stanno formando”.

Ferranti, sindaca di Bentivoglio

“Parlo a nome dei sindaci del territorio lo metropolitano e troviamo piena soddisfazione e condivisione di questa risposta per le esigenze dei nostri cittadini - aggiunge Erika Ferranti, sindaca di Bentivoglio e vice presidente della Conferenza territoriale socio sanitaria della Città metropolitana -. Affiancherà i nostri pronto soccorso con i Cau permette di alleggerire il flusso ed è fondamentale. Il Piano che prevedere un nuovo centro in ogni distretto a nostro avviso è una risposta importanti alle esigenze mostrate”.

Il Piano si estenderà poi al 2025 e 2026 con ulteriori nuove aperture: ci sarà un Cau alla Casa della Comunità Porto-Saragozza, uno a San Pietro in Casale, uno alla Casa della Comunità Savena-Santo Stefano e uno a Monzuno. In totale, alla fine del piano, i Cau nel territorio di Bologna saranno così 14 (un Cau ogni 63mila abitanti). In regione, invece, saranno complessivamente una cinquantina.

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