Bologna Città 30, Lepore: “Salvini non disapplicherà le ordinanze”. Il Mit: “La città si adegui alle regole”

Il sindaco all’evento ‘Più piano, più sicuro’ in SalaBorsa ha ripetuto tutti i benefici della scelta: “Il dato nuovo è che registriamo un più 29% negli spostamenti ciclabili per andare al lavoro, assieme agli incidenti che continuano a calare e all'inquinamento che a Bologna, secondo le centraline, continua a scendere”

Bologna, 28 febbraio 2024 – "Abbiamo appreso positivamente l'apertura del tavolo con l'Anci sulla Città 30. Non credo che il ministro Salvini disapplicherà la nostra misura, perché rispetta pienamente il Codice della Strada. Lavoreremo insieme".

Bologna Città 30: a sinistra Matteo Lepore e a destra Matteo Salvini
Bologna Città 30: a sinistra Matteo Lepore e a destra Matteo Salvini

Non ci sono né Matteo Salvini, né Galeazzo Bignami all'evento 'Più piano, Più sicuro', promosso da Palazzo d'Accursio in SalaBorsa. Forse anche un po' il segno tangibile, al netto degli impegni politici, della tensione latente tra ministero dei Trasporti e il Comune di Bologna, la Città 30 è un volare di stracci quasi quotidiano.

Lepore però ha cercato di riportare tutti alla calma, in qualche modo prendendo le distanze dal duro e infastidito comunicato del suo staff (firmato dall'assessora Valentina Orioli, ieri, contro Francesco Sassone, capo della segreteria politica del viceministro Bignami).

"Nessuno strappo, stiamo lavorando insieme. Non sono stato io ad attaccare Sassone, trovo però peculiare che un esponente politico fosse presente a un tavolo tecnico senza averne il titolo. Ma ognuno sceglie da chi farsi rappresentare". 

Mit: “La sicurezza stradale è un obiettivo che deve unire e non dividere”

E intanto arriva la risposta del Mit: “La sicurezza stradale è un obiettivo che deve unire e non dividere, e per questo deve essere perseguito con pragmatismo e non sulla base di scelte ideologiche”. Ha afferma il Mit commentando le ultime dichiarazioni dei sindaci, compreso quello di Bologna, Matteo Lepore, sui limiti di velocità.

“In questa direzione, il ministero si è messo a disposizione del Comune di Bologna e di Anci affinché qualsiasi riduzione del limite di velocità da 50 a 30 km/h sia il risultato di valutazioni tecniche relative alle caratteristiche di ciascuna strada o tratto di strada e alle relative condizioni di utilizzo. - evidenzia ancora il Mit -. Il Codice della strada non è un ostacolo all'esercizio dell'autonomia dei Comuni, ma una garanzia che qualsiasi scelta sui limiti di velocità sia adottata secondo un metodo analitico e rigoroso, capace di ponderare i molteplici interessi in gioco, incluso quello alla mobilità dei cittadini. Con questo spirito, è importante che il Comune di Bologna faccia al più presto le proprie valutazioni sull'adeguamento delle ordinanze sulle aree 30 alla direttiva Mit, perché sulla circolazione stradale bisogna dare certezze ai cittadini e costruire regole che possano essere realmente rispettate. Non è intenzione del vicepremier e ministro Matteo Salvini ingaggiare inutili polemiche”. 

Lepore e i benefici della Città 30

Lepore aveva anche ripetuto tutti i benefici della Città 30. "Il dato nuovo è che registriamo un più 29% negli spostamenti ciclabili per andare al lavoro, assieme agli incidenti che continuano a calare e all'inquinamento che a Bologna, secondo le centraline, continua a scendere. Oltre 100 Comuni stanno facendo come noi, questa è una misura per la sicurezza di tutti, e andremo avanti".

Alcuni sindaci, come Giuseppe Gualtieri (Roma), erano collegati da remoto, mentre, tra gli altri, erano presenti Giorgio Gori (Bergamo) e Damiano Tommasi (Verona), Andrea De Pascale (Ravenna). Proprio Gori ha tirato una stoccatina a Bologna.

"Noi a Bergamo stiamo applicando i 30 da tempo, dal 2014 siamo tornati a realizzarli in maniera più graduale di Bologna, senza momenti pubblici importanti e marchi, ma creando meno anticorpi perché abbiamo approfondito la discussione anche con i quartieri, entro l'anno arriveremo all'80% della superficie cittadina, è una misura doverosa che deve assolutamente uscire dalla sfida partitica".

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